07.07.2020

Sportivando

Lo sport verso una Legge quadro. Rivoluzione o conservazione?

Dalla rivista Primato, luglio 2020.

La bozza del Decreto delegato, previsto dalla Legge 86/2019, ormai meglio noto come Testo Unico sullo Sport… Siamo alla seconda puntata. La prima è andata in onda un anno fa, relativa all’impianto della legge riformatrice – voluta da Giorgetti e della quale sono stato Relatore in Senato – da cui discendono gli attuali interventi stabiliti dal Ministro Spadafora e la cui ratio ispiratrice era quella di riaffermare la presenza dello Stato in una materia dal forte impatto sociale come lo sport. Sport e Stato. Un connubio vincente si potrebbe dire con termini sportivi. Un’idea antica, e al tempo stesso moderna, nella direzione di superare definitivamente la distinzione tra il movimento di vertice e quello di base. Immaginando, invece, un percorso virtuoso che, a partire dalla scuola, permetta allo sport di diventare sempre più un perno sul quale costruire la nostra società, uno strumento attraverso il quale declinare valori di crescita sociale, la cittadinanza attiva, la tutela della salute, inclusione sociale e tanti altri elementi che contribuiscono al miglioramento della qualità della vita dei cittadini e della nostra società più in generale. Spadafora, sin dal suo insediamento, si è dichiarato favorevole al consolidamento dello sport di base. Ma bisogna ora rafforzare il testo con articoli concreti che diano praticità alle intenzioni. Gli Enti, peraltro, saranno chiamati anche a cambiare casa. Usciranno dal Consiglio Nazionale e dalla Giunta Esecutiva del CONI e saranno messi sotto la vigilanza del Ministero, ma senza rappresentatività: non faranno parte, secondo questa prima bozza, di nessun organismo che abbia capacità deliberative, cosa che, seppur di facciata, gli Enti avevano all’interno del CONI. Lo sport sarà di fatto separato in due: da una parte le Federazioni, dall’altra gli EPS con il Ministero. A danno dello sport che sogniamo – senza barriere divisorie e unica filiera – e degli attori più forti, a livello numerico, nel panorama complessivo, gli EPS. Se è vero, infatti, che il mondo dello Sport per Tutti sviluppa numeri impressionanti (20 milioni di italiani fanno movimento in modo regolare, 100mila le strutture sul territorio nazionale, 1 milione di operatori, 1,6 punti percentuali come incidenza del movimento sul PIL, 3,8 considerando l’indotto in virtù di una filiera che passa per prodotti e servizi erogati ai quasi 12 milioni di tesserati che fanno movimento nelle 130mila associazioni o società sportive…) è altrettanto vero che il 70% di chi svolge continuativamente attività, lo fa proprio con gli Enti di Promozione Sportiva o in autonomia.Si pensi, allora, a una sede nella quale, alla promozione sportiva sia riconosciuta dignità, ruolo e rappresentanza sulle scelte e sugli indirizzi relativi alle politiche pubbliche per lo sport. Al Ministro Spadafora abbiamo chiesto il riconoscimento del Coordinamento degli Enti di Promozione come l’istituzione che possa consentire di apportare la nostra lunga esperienza e conoscenza in materia di Sport per Tutti.

Altri temi di dibattito, affrontati con il Ministro Spadafora in una riunione con gli Enti, sono:

• definizione e ambito di azione: dal testo della norma si evince che gli Enti di Promozione Sportiva si ‘occupano’ di “attività fisico-sportive dilettantistiche con finalità ricreative e formative…”. Non dovrà mancare, nella versione definitiva del Testo Unico, il riconoscimento dell’attività svolta con modalità competitive che, da sempre, rappresenta l’espressione più ampia della pratica sportiva del nostro Paese. E di cui gli Enti di Promozione Sportiva ne interpretano la parte più diffusa e popolare. Non si può prescindere da una efficiente organizzazione di campionati, tornei, rassegne, e qualsiasi altra forma di manifestazione in grado di attirare e coinvolgere i cittadini;

• registro delle attività sportive dilettantistiche: sostituisce il vigente registro delle associazioni e società sportive. Deve garantire il riconoscimento di attività codificate e non, per dispiegare la piena funzione sociale nello svolgere l’attività sportiva che per sua natura è libera ed auto- determinata e collocandolo presso il Dipartimento o Sport e Salute SpA;

• finanziamento: superare lo schema del 95% a favore delle Federazioni Sportive Nazionali ed il 5% degli Enti di Promozione. Il totale delle risorse disponibili, per supportare i 2/3 dei praticanti dello Sport italiano, deve tradursi in una percentuale che non può più essere il 5% contro il 95% destinato alle Federazioni Sportive. A pari dignità devono accompagnarsi pari disponibilità di denaro pubblico. Se guardiamo i numeri ed il coinvolgimento delle realtà associative su tutto il territorio nazionale, agli Enti di Promozione andrebbe riconosciuto il 50% delle intere risorse destinate dallo Stato;

• lavoro sportivo: nel comparto c’è un esercito di istruttori, tecnici, peraltro ad oggi esclusi da tutte le misure di salvaguardia previste per gli altri lavoratori, senza il beneficio di ammortizzatori sociali. Bene riconoscere il lavoro di istruttori, tecnici, allenatori, addetti alla gestione degli impianti sportivi, dirigenti, una nostra battaglia negli anni, ma il tema va affrontato con un approccio assolutamente graduale, tipizzato e con un accompagnamento del costo delle tutele soprattutto a carico dello Stato.

In conclusione: la Legge delega, rappresenta un’occasione che non può essere sottovalutata nella sua importanza storica. Consideriamo, pertanto, rappresenti un’opportunità anche per emancipare lo sport di promozione sociale, quello a misura di ciascuno e per tutti, oggi limitato nelle proprie potenzialità. Un’occasione da non lasciarsi sfuggire e che non finisca per essere una “riforma… conservativa” piuttosto che una rivoluzione.

09.05.2022

Sport nella Scuola. A troppo piccoli passi

Dal prossimo settembre – sul giorno si stanno pronunciando le singole Regioni – gli oltre 400 mila bambini delle quinte elementari, avranno un insegnante in più, quello di ‘Educazione motoria’. La critica del Sen. Claudio Barbaro

06.04.2022

Sport nella Costituzione. Antesignano, Giulio Maceratini

Dalla rivista Primato, marzo 2022. …se sono quello che sono, se siamo quello che siamo, lo dobbiamo a uomini come […]

09.03.2022

Piccole, ma preziose: il nostro invito affinché le nuove regole del Terzo Settore chiamino tutti alla partecipazione

Dalla rivista Primato, febbraio 2022. ASI è stata riconosciuta come Rete Associativa Nazionale del Terzo Settore Come molti di voi […]

07.01.2022

Scuola, Costituzione e una rivoluzione culturale che non accenna a decollare

Dalla rivista Primato, gennaio 2022. Ultimi in Europa nelle ore di educazione motoria… Che strana sorte tocca allo Sport. Gli […]

07.11.2021

Il paradosso dello sport italiano

Dalla rivista Primato, novembre-dicembre 2021. Come noto a molti di voi, Primato nasce per approfondire fatti di politica sportiva, con […]