01.10.2024
La clessidra dello sport
Dalla rivista Primato, agosto – settembre 2024.
Il quadriennio, quello olimpico, una vera e propria clessidra per lo Sport. Con la fine dei Giochi di Parigi si sono aperte le danze e iniziate le assemblee elettive. Dai primi giorni di settembre e fino ai primi mesi del 2025, Enti di promozione sportiva, Discipline associate, Associazioni benemerite sono in fibrillazione per rinnovare le proprie governance. E con loro le Federazioni Sportive Nazionali e conseguentemente anche quelle territoriali, tra programmi, urne, ricorsi e quel pochino di veleno che è sale di ogni competizione anche fuori dal terreno di gara. Partiamo proprio da lì, dalle Federazioni che governano lo sport. Nella maggior parte dei casi il rinnovo delle cariche coinciderà, immaginiamo, con una prosecuzione di chi è attualmente al governo, sia che ricopra il ruolo di presidente sia di componente del consiglio federale. Come nel caso, ad esempio, di Binaghi alla FIT che ha preso il 96 per cento dei voti: come si diceva in tempi di Guerra fredda, con una Maggioranza bulgara ma evidentemente gradita al tessuto associativo. Il caso della Federtennis è a suo modo emblematico. La grande esperienza di dirigenti storici, che hanno dimostrato nei fatti di saper gestire una Federazione in modo vincente, è un immenso patrimonio che non può e non deve essere disperso. Se a livello internazionale l’Italia ottiene i risultati che tutti noi conosciamo, sia in occasione dei Giochi olimpici sia nelle competizioni continentali e iridate di innumerevoli discipline sportive, lo dobbiamo certamente alle scelte azzeccate di chi guida una Federazione e, sulla punta della piramide, il CONI con il grande supporto di un’organizzazione complessa e articolata che parte dalla base fino ai Gruppi sportivi militari. E a proposito di dirigenti storici non possiamo non fare cenno a un amico che ci ha lasciato proprio al momento di andare in stampa: Franco Chimenti. Quello che chiediamo alle Federazioni – e a tutta la filiera – per il prossimo futuro, è di mettere nel mirino la promozione dello sport. L’indice di sportività di una nazione, come sappiamo, non si misura soltanto con le medaglie. Oggi lo sport ha sempre più un ruolo centrale nella diffusione del benessere collettivo e nella prevenzione di alcune delle malattie più diffuse. E non basta inserire la parola ‘sport’ nella Carta Costituzionale per far si che si possano raggiungere obiettivi ambiziosi. Serve il contributo di tutte le forze che operano nel mondo sportivo, a partire da chi guida una federazione, sia a livello centrale sia a livello territoriale dove, facendo due conti, ci sono qualche migliaio di dirigenti che saranno eletti nei consigli federali regionali. Pur ribadendo con fermezza che il patrimonio di esperienza non dovrà andare disperso, negli ultimi anni abbiamo maturato la convinzione che sia giunto il momento di investire concretamente nella formazione di manager sportivi, i quali rappresentano il futuro dello sport in Italia. Integrare queste due figure, a partire dal livello locale, dove spesso è ancora il dirigente volontario di lungo corso a guidare un Comitato con le stesse logiche di venti, trenta a volte anche quaranta anni fa, potrebbe essere funzionale ad un’organizzazione sportiva più performante. Da una parte l’esperienza, dall’altra manager giovani che sappiano pescare nel bagaglio di doti del presente e del passato ma che apportino entusiasmo. Manager con competenze sportive, amministrative, gestionali, legislative, di marketing e di comunicazione. Entro dicembre saranno convocate le assemblee di una ventina di Federazioni, con l’obbligo legale di concludere l’iter entro marzo dell’anno successivo. Lo sport è ancora ai nastri di partenza. Come ogni quadriennio.
Le bandiere di ASI ancora una volta si inchinano. Altri pezzi di ASI se ne vanno. E di cuore.
Anche in questo numero di Primato, che rappresenta un cronista fedele della nostra storia, dobbiamo salutare degli amici con i quali abbiamo condiviso percorsi che hanno portato questo Ente dov’è oggi. Silvestro Demontis, Presidente ASI di Genova era uno sportivo nel profondo dell’animo e ha dedicato alla nostra comunità momenti bellissimi e indimenticabili. Ci ha lasciato tanti ricordi: una bella ed accogliente sede a Genova, operativa nei primi soccorsi per la tragedia del ponte Morandi; una troupe al seguito in tutti i più importanti eventi ASI, locali e nazionali; un premio, i Cavalieri dello sport, con le sue bellissime liturgie, che ha battezzato tanti campioni e dirigenti. E con lui ci ha lasciati anche il Maestro Alfredo Cherubino, Presidente del Comitato ASI di Mantova. Un dirigente, un professionista, un amico e soprattutto un uomo della grande famiglia ASI che ci spiazza e apre un vuoto. Di Alfredo ci rimane il sorriso, la testardaggine, la professionalità e il suo immenso amore, in particolar modo per il Karate, che stava con passione sviluppando con noi e che ora commenterà da lassù.
Ciao amico mio
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