07.10.2020

Sportivando

Insieme per un nuovo protagonismo

Dalla rivista Primato, ottobre 2020.

É con grande gioia e orgoglio che torno a parlarvi ancora una volta da questo luogo a noi caro di Primato. Un posto in cui siamo soliti riflettere e condividere idee e opinioni su cosa accade nel microcosmo ASI e più in generale nel sistema sportivo. Quale spazio migliore, dunque, per fare alcune considerazioni su quanto appena accaduto?

Sono estremamente felice ed emozionato per essere stato nuovamente scelto come presidente di ASI dall’Assemblea Nazionale dello scorso 10 e 11 ottobre. Un appuntamento organizzato splendidamente dallo staff del nostro Ente, altamente e qualitativamente partecipato. Tutto ha contribuito a creare un’atmosfera di entusiasmo: dalla location molto suggestiva – lo Stadio Olimpico di Roma – all’inno di Italia risuonato in apertura e cantato dai nostri uomini e dalle nostre donne provenienti da ogni parte d’Italia; alle immagini emozionali del video istituzionale con cui abbiamo raccontato la storia di ASI e il nostro modo di intendere la promozione sportiva – importante sottolineatura in tempi come questi in cui, anche alla luce delle scelte che il governo sta facendo per frenare la nuova ondata del virus Covid-19, si decide di sacrificare lo sport di base e l’associazionismo sportivo, intendendolo come problema e non come soluzione.
Anche sul piano dei contenuti l’Assemblea di quest’anno ha fatto registrare dei risultati più che positivi. Significativa la presenza di alcuni presidenti di altri Enti di Promozione Sportiva, così come gli interventi di importanti esponenti politici venuti virtualmente o fisicamente a portare il loro saluto alla platea. Appassionate e stimolanti le riflessioni dei dirigenti ASI.
Vorrei soffermarmi proprio su questi ultimi tre aspetti.
La presenza dei presidenti di alcuni EPS é stato davvero un bel segnale. Come abbiamo avuto modo di dire, spesso nel nostro mondo é prevalsa una logica di competizione, tipica di logiche di mercato, dettata da regole quantitative e non qualitative. Tuttavia l’Assemblea, a regole invariate, é stata l’occasione per percepire, come poche altre volte prima, una visione comune e un sentimento di condivisione di destino tipico di chi vuole porsi come blocco sociale per avere più peso, a prescindere dalle necessarie diversità. Un seme questo da far germogliare nel prossimo quadriennio.
Allo stesso modo, i saluti portati da insigni esponenti delle Istituzioni, del mondo politico e associativo hanno rappresentato un elemento distintivo. Non solo perché testimoniano la buona reputazione che abbiamo saputo costruire trasversalmente agli schieramenti nel corso dei 25 anni della nostra storia, ma provano anche come questi soggetti ci riconoscano il merito di essere sopravvissuti in decenni di tumultuosi cambiamenti, giacché capaci di interpretare i tempi e di farci propulsori di un’azione di promozione sportiva, utile al benessere dei cittadini, alla socialità e al sistema di welfare.

D’altra parte anche gli interventi dei nostri delegati hanno dimostrato la maturità del nostro Ente e l’accresciuta qualità dirigenziale. Interessanti le prospettive esposte e stimolante il fermento di idee e iniziative di cui si é parlato fuori e sul podio. É proprio grazie a questa capacità di proposta che ASI é riuscita a crescere ed aumentare la sua rappresentatività. É in seno a questa classe dirigente che sono maturate intuizioni funzionali alla crescita, come l’extraterritorialità nelle affiliazioni, la costituzione di un sistema itinerante di assistenza e formazione fiscale, la creazione di un’associazione di categoria rappresentativa dei manager sportivi. E potrei dilungarmi oltre, ma non lo faccio per chiudere con una riflessione che guarda al futuro.
Dobbiamo puntare a sfruttare il prossimo quadriennio per ottenere risultati altrettanto soddisfacenti – se non migliori. Tante le sfide ad attenderci. Una su tutte la capacità di incidere e di indirizzare il processo normativo che porterà all’emanazione della legge delega, una legge quadro di riforma dello sport italiano.

Come riuscirci? Partendo da una proposta politico-culturale fondata sulla nostra storia e sui nostri valori.
In questo senso, la creazione di un centro studi, in cui far confluire alcune delle più importanti sigle del mondo associazionistico di destra, rappresenta la prima tappa di questo auspicabile percorso. Questa può metaforicamente rappresentare una casa comune per lo sport e per il sociale nel segno della destra.

In questo torneremo ad essere protagonisti e sempre più decisivi nei processi e sui palcoscenici che ci riguardano. Abbiamo quattro anni di lavoro ad attenderci. Insieme possiamo farlo.

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