10.09.2019

Sportivando

Dati a sostegno di una riforma: secondo anno per l’Osservatorio sulla Promozione Sportiva

Dalla rivista Primato, settembre 2019.

Il 10 aprile di quest’anno si era tenuto il primo evento dell’Osservatorio Permanente sulla Promozione Sportiva –  soggetto nato dalla volontà  di alcuni Enti, tra cui il nostro, di identificare su basi oggettive il peso economico e sociale della promozione sportiva in Italia.
ACSI, AICS, ASC, ASI, CSEN, ENDAS, LIBERTAS, MSP e OPES – affiancati scientificamente dal Centro di Ricerche sullo Sport (CeRS) del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università  di Parma – avevano reso possibile quell’evento, spogliandosi della mentalità  idiosincratica che (ohimè) caratterizza il nostro mondo. Avevano condiviso informazioni e messo in campo risorse per produrre un’analisi quanto più rigorosa possibile, finalizzata a fotografare l’universo dell’associazionismo sportivo.
Durante la Conferenza Programmatica le risultanze di questa erano state illustrate davanti – tra gli altri – al presidente del CONI Giovanni Malagò e al sottosegretario di Stato Giancarlo Giorgetti. Entrambi, guardando i dati presentati, avevano condiviso la necessità  di valorizzare questa realtà  e di lavorare a condizioni tali da poter consentirgli di sprigionare il potenziale emerso. Come avrebbe potuto essere diversamente? Gli oltre 7 milioni e mezzo di tesserati e le 95.000 le società  diffuse in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale si dimostravano capaci di produrre numeri importanti. Quasi 93 i milioni prodotti delle Finali Nazionali organizzate annualmente dal totale degli Enti. 82 milioni le ore di volontariato che i 432.000 dirigenti dei 15 Enti di Promozione Sportiva dedicano durante una stagione alle loro società , per un valore pari a circa un miliardo di Euro. Solo per citarne alcuni.
È allora evidente come, al di là  delle imperfezioni che caratterizzano la vita degli EPS e di cui anche qui abbiamo spesso parlato, il lavoro svolto dall’Osservatorio sia stato duplicemente utile. Da una parte è servito a noi Enti per prendere maggiore consapevolezza del nostro valore e per uscire dal complesso di Cenerentola. Dall’altra è stato efficace per iniziare a dissipare la diffidenza di quanti pensano che il non-profit sia un sipario per nascondere attività  profit, godendo dei vantaggi fiscali riservati. Infine, è stato un utile strumento di sensibilizzazione nei confronti del decisore pubblico, per indurlo ad una presa di consapevolezza capace di spingerlo oltre le affermazioni di principio.
Ma il lavoro dell’Osservatorio è finito? La funzione per cui è nato è esaurita? Assolutamente no. Non solo perché la realtà  variegata della promozione sportiva include una molteplicità  di aspetti ancora da indagare. Anche perché decisivi atti a supporto dell’universo che rappresentiamo non sono stati intrapresi ed, anzi, molte incognite pesano sulle nostre capacità  programmatiche e operative presenti e future. Il percorso intrapreso è dunque solo all’inizio. Per questo parteciperemo con gioia alla ripresa delle iniziative dell’Osservatorio, a partire da questo Autunno.
Siamo convinti che l’attività  di questo sarà  ancora più utile all’interno di un anno che potremmo definire come quello zero dello sport italiano. Le modifiche nella sua governance hanno reso ancora più essenziale l’azione di questa realtà . In un momento in cui i decreti attuativi della riforma di sistema sono ancora da scrivere e in cui alla maggioranza politica uscita dalle elezioni se ne è sostituita una costruita nei palazzi, riteniamo ancora più decisivo il lavoro dell’Osservatorio. Siamo certi che un amministratore e un manager abituato a decidere sulla base di indicatori oggettivi come Rocco Sabelli saprà  apprezzare il valore di questo studio e lo terrà  in debita considerazione, quando sarà  chiamato a confrontarsi con la politica per prendere delle decisioni. Allo stesso modo, ci auguriamo che, nell’imprimere un nuovo indirizzo al settore, il neo ministro dello sport Vincenzo Spadafora voglia abbracciare questa iniziativa e portarla all’interno del suo ministero e dei processi di elaborazione delle nuove norme e dei nuovi regolamenti che interesseranno il nostro universo.

Noi siamo entusiasti e pronti a partire.

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