08.01.2023
ASI Sport&Cultura. Il premio differente
Dalla rivista Primato, dicembre 2022
È arrivato quest’anno alla diciassettesima edizione il “Premio ASI Sport&Cultura”, un’iniziativa ormai storica che annunciammo nel 2004, anno dei festeggiamenti del decennale della fondazione di ASI, e che prese vita due anni più tardi in una gremita Sala dei Cardinali di Montecosaro, in provincia di Macerata. Fu l’inizio di un lungo percorso che, anno dopo anno, ha visto premiare decine di attori sociali che hanno contribuito attivamente allo sviluppo e alla promozione dello sport in Italia e nel Mondo. Il “Premio ASI Sport&Cultura” richiama con forza l’attenzione degli operatori di settore, ma anche della società civile in generale, su quanti ogni giorno dimostrano con le proprie scelte e i propri progetti come lo sport sia un potente veicolo di crescita culturale, sociale ed economica. Un’iniziativa che racconta anche una parte della storia dell’Ente, esprimendo al meglio i suoi valori e la sua ragion d’essere all’interno del sistema sportivo del nostro Paese. Nel dettaglio, il premio è articolato in cinque sezioni che raccontano la nostra realtà poliedrica, capace di interessare e richiamare soggetti diversi tra loro ma tutti accomunati dalla consapevolezza di quanto l’attività fisica possa essere un fattore estremamente importante a livello sociale e comunitario, giacché capace di includere, stimolare senso di appartenenza e generare crescita. Ogni sezione vuole richiamare l’attenzione sui valori ideali che l’attività sportiva promuove quotidianamente attraverso l’impegno, l’aggregazione, l’innovazione, l’amicizia, la solidarietà, il coraggio dei suoi praticanti, che siano agonisti o semplici appassionati. Vuole, dunque, essere un premio differente, che riconosce si i grandi risultati dello sport di vertice ma premia soprattutto l’etica e i valori. Un premio per chi quotidianamente promuove lo sport e un premio per il grande campione fino al ragazzino che rappresenta il futuro di una disciplina sportiva e, cresciuto con la cultura dello sport, soprattutto della nostra società. Nel corso di questi anni, la giuria altamente qualificata ha scelto di premiare decine e decine di uomini e donne della nostra società e abbiamo portato il premio in tutta Italia, rendendolo un patrimonio collettivo. Da qualche anno, abbiamo scelto come sede permanente il Salone d’Onore del CONI al Foro Italico. Lo abbiamo fatto per testimoniare la gratitudine del sistema sportivo nei confronti dell’operato dei protagonisti del premio, e anche per offrire loro un palcoscenico ancora più esposto ai riflettori, perché desideriamo dare a loro la visibilità che meritano e che, spesso, faticano ad ottenere in un sistema incentrato troppo sui soli grandi campioni che pure partecipano al Premio. Da anni cerchiamo di contribuire a dare luce anche alla base dello sport e alle tante storie virtuose che questo racconta, e l’avere sempre al nostro fianco anche quest’anno tanti rappresentati istituzionali, il Ministro dello Sport e dei Giovani Andrea Abodi, il Presidente del CONI Giovanni Malagò, il Presidente di Sport e Salute Vito Cozzoli, la Presidente del Credito Sportivo Antonella Blandino e tantissimi altri, ci fa capire che abbiamo intrapreso la strada giusta. Mi fa piacere chiudere con un ricordo dell’edizione del 2020, quella in piena emergenza Covid. Un’edizione che ha voluto raccontare le storie difficili che l’Italia ha passato, storie di uomini che durante la pandemia hanno dato un contributo importante al Paese, direi decisivo e in alcuni casi vitale. A vincere, ad esempio, il premio Media, fu L’Eco di Bergamo, città simbolo di momenti durissimi: con il suggerimento del Direttore Zazzaroni abbiamo voluto dare un riconoscimento simbolico importante a chi, con le strade deserte, continuava a lavorare per la comunità. Anche l’informazione era in prima fila. Non solo i giornalisti, ovviamente ma grafici, tipografici, distributori, edicole. Per la sezione Atleta dell’Anno fu il difensore della Nazionale e della Lazio Francesco Acerbi, che aveva aderito al Challenge ASI, durante il lockdown, in favore dell’Ospedale Giovanni XXIII sempre di Bergamo. Il Premio ICS-Impiantistica e Promozione Sportiva fu vinto da una associazione, The Game. Con questo centro sportivo si erano volute premiare anche tutte le realtà legate all’impiantistica sportiva che sono state profondamente in crisi durante il periodo emergenziale. La palestra, peraltro, è a poche centinaia di metri dal Ponte Morandi, con i locali, sfiorati dai detriti, che sono divenuti una base operativa dei Vigili del Fuoco nel periodo di maggiore crisi. Il prossimo anno questa storia continuerà, ancora più ricca ma con lo stesso spirito con la quale è iniziata.
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