01.05.2024
Pensieri in libertà dopo Arborea
Dalla rivista Primato, aprile 2024.
Ieri Alleanza Sportiva Italiana, quando nacque ad aprile del 1994. Oggi Associazioni Sportive e Sociali Italiane e un’eredità raccolta dal Centro Nazionale Sportivo Fiamma. Trent’anni da statuto, settanta di esperienze. Ci proiettiamo verso un milione e settecentomila associati: un numero che evidenzia il nostro primato tra gli Enti di Promozione Sportiva ma che non basta a raccontare chi siamo. Ogni settimana sono tantissimi gli eventi che si svolgono su tutto il territorio nazionale sotto la nostra egida. Uomini e donne di ogni età che si sfidano nelle corse su strada, in un palazzetto dello sport, in una palestra, in una piazza cittadina, tra i boschi e in riva al mare o in un garage con un tavolo da Subbuteo e un paio di Calcio Balilla.
Difficile immaginare allora… Rappresentavamo nel 1994 una manciata di associazioni, rinascevamo dalle nostre stesse ceneri come una Fenice, mentre cambiava lo scenario politico. Saldi nelle nostre radici e orgogliosi della nostra storia, ci avviavamo su un sentiero diverso, con tante incognite ma parimenti anche tanto entusiasmo. Ciò che unisce tutti i nostri associati è la passione per lo sport e il desiderio di promuovere valori positivi. Attraverso le oltre 600 discipline praticate all’interno dell’Ente e i 110 comitati periferici sparsi dal Nord al Sud della penisola, ASI ha svolto, svolge e svolgerà un ruolo di straordinaria importanza sociale nella formazione e nell’educazione dei giovani, promuovendo stili di vita sani e responsabili. Grazie al lavoro instancabile delle sue associazioni e al supporto delle comunità locali, ASI continua a essere un faro di positività e inclusione nel panorama sportivo italiano. In un’epoca in cui lo sport diventa sempre più importante per la salute fisica e mentale delle persone, ASI si conferma come un punto di riferimento insostituibile. Con il suo patrimonio di esperienza e la sua visione orientata al futuro, continua a ispirare e a coinvolgere un numero sempre crescente di appassionati, portando avanti la sua missione: promuovere lo sport per tutti, ovunque.
ASI, un caleidoscopio di passioni. Rappresentiamo un punto di incontro tra domanda e offerta, ‘’creatori’’ di lavoro e di continue opportunità, erogatori di prodotti e servizi per il mondo dell’associazionismo e i suoi protagonisti per garantire la promozione dello sport di base e il suo avviamento, l’accesso agevolato alla pratica sportiva per ogni cittadino, il supporto costante per l’accesso ai benefici legati alla nostra natura. Un avamposto fondamentale per l’accesso al mondo dello “sport organizzato” e oggi anche un focale punto di congiunzione tra attività fisica, cultura e sociale. Siamo un Ente che vuole essere sempre più trainante per il comparto e punto di riferimento nel Palazzo e fuori di questo. ASI svolge un ruolo proattivo nel plasmare la politica sportiva e sociale, lavorando con le Istituzioni per evolvere e far evolvere il sistema e per difendere i diritti degli operatori e degli utenti. Potendo contare, nell’assolvimento dei propri compiti, su una realtà perfettamente diffusa sui territori. E se l’attività fisica rappresenta la linea rossa che congiunge il presente con le più profonde radici storiche e costituisce il nucleo fondante della nostra operatività, negli anni ci siamo via via orientati verso una politica sempre più eterogenea. Il sociale cammina a fianco dello sport sfruttando la profonda area di contiguità in termini di valori fondamentali.
Ci siamo guardati negli occhi Ad Arborea, nel cuore della Sardegna, si è svolto l’annuale appuntamento che vede riuniti i Presidenti regionali e provinciali presenti nella Consulta nazionale dei Comitati periferici e i Responsabili di disciplina riuniti nella Conferenza dei Settori. Il Mondo ASI sinergicamente insieme. Per alcuni istanti le voci degli intervenuti sono diventate un tappeto indefinito che ha accompagnato tanti pensieri. Non me ne vogliano i relatori per questa apparente distrazione peraltro ben mascherata. Mi sono preso il tempo di guardare i volti dei tantissimi in platea. Contavo quelli che erano in quell’albergo di Latina: più di qualche ruga in più ma l’entusiasmo della prima ora. Pensavo che non avrebbero mai immaginato allora quanto saremmo davvero riusciti a costruire nonostante la capacità visionaria che avevamo e i sogni che accarezzavamo. Accanto a loro, i giovani che garantiranno il futuro di questo Ente. Sentire parlare i nostri dirigenti mi ha fatto capire ancora una volta come e quanto abbiamo lavorato nella direzione giusta. Uomini e ragazzi che sanno dove condurre questo Ente e che sanno e vogliono cavalcare le opportunità che ci sta regalando l’evoluzione della scena politica. Dirigenti che hanno voglia di esplorare il potenziale trasformativo dello sport e come la nostra organizzazione possa fungere da ponte tra individui, istituzioni e opportunità. Non sono solito estrarre nomi da un gruppo dirigente che rappresenta nella sua omogeneità un punto di forza, ma voglio fare un’eccezione. Per la prima volta ha esposto la sua relazione da Direttore del Terzo Settore… Quando venne fondata ASI aveva sei anni. Il padre, Alessandro Levanti, è stata una colonna di questo Ente. E negli occhi di Simone, vedo lo stesso amore. Questa è ASI, una famiglia. Questa dovrà rimanere, cavalcando e non subendo la modernità. Noi siamo e saremo a guardia della nostra storia e delle nostre radici.
“Questa è ASI, una famiglia. Questa dovrà rimanere, cavalcando e non subendo la modernità. Noi siamo e saremo a guardia della nostra storia e delle nostre radici”.
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