01.03.2024

Sportivando

Promozione sportiva: un futuro incerto?

Dalla rivista Primato, febbraio 2024. 

L’elenco delle mansioni necessarie allo svolgimento delle attività sportive, reso pubblico nel mese di febbraio, rappresenta un ulteriore tassello verso la piena attuazione della riforma del lavoro sportivo. Il “Mansionario del Lavoro Sportivo” mira certo ad una maggiore chiarezza e regolamentazione del lavoro sportivo, ma proprio per questo sono fondamentali chiarimenti per la definizione puntuale della sua applicabilità al mondo della promozione sportiva, dove ricordiamo insiste la maggior parte della platea presunta di destinatari (500.00 operatori). Come, ad esempio, si applicherà l’elenco alle figure che non sono state incluse? E conseguentemente, gli Enti di Promozione Sportiva a chi potranno indicare eventuali mansioni necessarie non ricomprese come è previsto per FSN e DSA, tramite il CONI e il CIP che, entro il 31 dicembre di ogni anno, potranno comunicare al Dipartimento per lo Sport le figure che svolgono mansioni necessarie allo svolgimento dell’attività sportiva sulla base dei regolamenti tecnici della singola disciplina?

Non disperdere l’esperienza del prezioso mondo della promozione sportiva. Più in generale anche in questo ambito si sente l’esigenza di un tavolo permanente nel quale gli Enti siano invitati d’onore alla luce di numeri e funzioni. La nostra forza all’interno del sistema delle politiche sportive del Paese è, d’altronde, sempre più evidente. Ricordiamo che gli Enti di Promozione sportiva rappresentano un avamposto fondamentale per l’accesso al mondo dello sport organizzato e punto di riferimento per circa 8 milioni di cittadini italiani e quasi 80.000 associazioni e società sportive dilettantistiche. Sfide e criticità richiedono un impegno comune da parte di tutte le parti interessate: Istituzioni, EPS, federazioni sportive e cittadini. Solo attraverso un dialogo costruttivo e interventi normativi mirati si potrà delineare un futuro più chiaro e proficuo per la promozione sportiva in Italia. E francamente ci si interroga sul perché il dialogo costruttivo e lo sviluppo di nuovi modelli operativi efficaci e sostenibili debba essere fatto a posteriori e non in itinere. Gli altri temi sul tavolo. I recenti provvedimenti (in attuazione del Dlgs 36 e 39/2021) delineano un nuovo scenario per gli Enti di Promozione Sportiva (EPS), chiamati a giocare un ruolo di primo piano. Ma dubbi e incertezze aleggiano sul loro futuro. Da un lato, la possibilità di certificare la natura sportiva di attività non rientranti tra quelle del CONI o del CIP apre nuove opportunità. Gli EPS potrebbero diventare la porta d’accesso per un’ampia gamma di discipline, favorendo l’inclusione e la diversificazione del panorama sportivo. Dall’altro, le procedure di certificazione appaiono complesse e la conformità alle norme sportive non è garantita. Sorge quindi il timore che il sistema possa reggere il peso di questa riforma, con possibili ripercussioni negative sulla tenuta del sistema sportivo stesso. Un’altra questione chiave riguarda l’iscrizione al Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche. La deroga alla regola generale per gli EPS potrebbe rafforzare il loro ruolo, ma la volontà politica di affidargli un ruolo di protagonisti nella certificazione non è ancora chiara. C’è poi il tema della promozione di attività sportive in tutte le sue forme. Superare il rigido elenco di discipline è un obiettivo importante, ma come si tradurrà in pratica? Senza riforme strutturale e confini ben definiti fra gli Organismi sportivi saremo in grado di gestire questa complessità e di intercettare nuovi target? Infine, il decreto ministeriale che approva l’elenco delle mansioni per il lavoro sportivo. Un passo avanti certo, ma non risolve tutte le criticità. L’elenco è ancora incompleto e l’applicabilità al mondo della promozione sportiva non è chiara. Tanti temi sul tavolo e in gioco c’è il diritto di tutti allo sport. Un diritto che non può essere sacrificato sull’altare di incertezze e ambiguità. La posta in gioco è troppo alta per non trovare una soluzione condivisa. Lo sport è un diritto di tutti. Una promessa sancita dalla Costituzione Italiana, ma che si scontra con la realtà di un sistema sportivo in continua evoluzione, dove le sfide da affrontare sono molteplici. Tra queste, il ruolo della promozione sportiva assume un’importanza cruciale, soprattutto in un contesto di cambiamenti epocali.

Marco Cochi ci ha lasciati. Sgomento, dolore e tanta tristezza. Ci ha lasciati Marco Cochi, persona seria e preparata, appuntamento fisso e di qualità del mensile di ASI, Primato. Soprattutto, perdiamo un grande uomo e un amico. Abbracciamo con tutto l’affetto del mondo i fratelli Alessandro, nostro dirigente, Fabio e la moglie Barbara. Le bandiere di ASI, rispettose, si inchinano.

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