01.11.2022
ASI nelle Istituzioni, dalla Fiamma Balduina al Ministero dello Sport
Dalla rivista Primato, settembre-ottobre 2022.
Che in caso di una vittoria elettorale del Centrodestra ci sarebbe stato un Ministero dello Sport e che il nuovo esecutivo avrebbe investito in quella direzione le proprie energie culturali, noi lo sapevamo da tempo. Ben prima anche di quel 10 ottobre del 2020 quando allo Stadio Olimpico si consumò la celebrazione dell’Assemblea nazionale elettiva di ASI. Fu in quel contesto che Giorgia Meloni sottolineò con grande decisione che impegnarsi sul ‘diritto allo sport’ significava investire sul futuro del Sistema Paese. L’esempio citato fu quello dell’Islanda: “In pochi sanno – disse allora – che negli anni Novanta era quella la nazione europea che aveva il più alto tasso di consumo di droghe, alcol e tabacco fra i giovani e i giovanissimi. Nel giro di pochi anni è riuscita a ribaltare completamente la classifica. Come ha fatto? Semplicemente ha deciso di investire sui giovani, istituendo una specie di ‘diritto allo sport’. A tutti i ragazzi è stata data la possibilità di fare qualsiasi tipo di attività fisica, grazie a un programma di investimenti sugli impianti e al sostegno economico per le fasce più deboli così, con una forte sinergia tra scuola e mondo sportivo, l’Islanda è riuscita a coltivare generazioni di sportivi, sani e vincenti”. Anticipando i tempi, la Meloni aggiunse: “Lo sport sarà anche per noi un centro di investimento strategico”. Questo governo nasce sotto i migliori auspici. Quello della coerenza, innanzitutto e delle promesse mantenute. Da tempo il mondo che rappresentiamo chiedeva a gran voce una rivoluzione culturale per lo Sport che partisse dalla Costituzione. E dall’istituzione di un ministero competente: un primo, fondamentale passo perché lo Sport fosse veramente – e non solo a parole – al centro delle politiche per la salute e per la formazione dei nostri giovani. La scelta di Abodi come Ministro dello Sport Conosco da molti anni Andrea. Dai tempi della Fiamma Balduina e di quegli appassionati tornei di Calcio a cinque che allora – e per tutti – era solo il ‘Calcetto’. Tanti anni dopo, roba di qualche mese fa, lo abbiamo ritrovato in campo ancora, questa volta per il ricordo di Marcello Toussan, un altro che dello sport ha scritto molte pagine di storia. Di nuovo un passo indietro. Ricordo Andrea anche allo Stadio della Farnesina, questa volta impegnato in una gara di corsa. Era il 1988 e la staffetta, ideata per i quarant’anni del Centro Nazionale Sportivo Fiamma, si chiamava 100×1000. Ovvero 100 dirigenti sportivi, per mille metri. Quella gara non la vinse: aveva la concorrenza di gente che le piste in tartan le praticava non solo per diletto. Uomini e donne: come Gabriella Dorio e Agnese Possamai. Abbiamo condiviso tante battaglie per lo sport e ho avuto modo di apprezzare in varie occasioni passione e capacità di programmazione. E proiezione a quelle strategie ambiziose delle quali lo Sport ha oggi bisogno per uscire dalle secche di una arretratezza culturale. D’altronde Abodi è un uomo che viene dallo sport: è stato il suo percorso di studi tanto da specializzarsi, dopo la laurea in Economia e Commercio, nella ‘gestione industriale dello sport e nello sviluppo di attività di sport marketing’, fino alla presidenza dell’Istituto per il credito sportivo, la banca sociale per lo sviluppo dello sport e della cultura. Le basi sono state gettate, i programmi sono ambiziosi. Ora sta al mondo che rappresentiamo, in tutte le sue articolazioni, accompagnare e supportare questo vento di riforma dello sport e delle politiche ad esso collegate. ASI nelle Istituzioni Andrea Abodi arriva dal nostro mondo, dalla nostra cultura. Come tanti altri che, provenendo dal Fiamma prima e da ASI poi, hanno ricoperto ruoli istituzionali. Come Alessandro Cochi Delegato alle Politiche Sportive di Roma Capitale. E poi Mario Iacobucci, Antonio Bifaro, Alberto Vecchi, Tullio Murru, Giuseppe Agliano, Sebastiano Campo, Ciro Cirillo, Fabio Bracaglia, Giuseppe Campo, Elena Proietti, Andrea Putzu, Andrea Sebastiani, Marcello Tricoli, Gilberto Lippi e tanti altri fino al nostro Vicepresidente vicario Bruno Campanile che sempre per lo Sport della capitale ha svolto il ruolo di direttore del Dipartimento. Da Roma a Trieste, da Reggio Calabria a Casale Monferrato e Boscoreale. Dalla Sicilia alla Lombardia… Decine i dirigenti, rappresentativi delle varie realtà regionali, per un Ente che vede nel territorio il grande protagonista delle battaglie che ASI ha sempre portato avanti. Dirigenti che hanno prestato la propria competenza nello sport. E non solo. ASI guarda al futuro, a nuove sfide non tradendo valori ben riconoscibili. Da questo punto di vista è emblematico il titolo del manifesto: ‘ASI e Terzo Settore promotori di italianità, movimento di comunità’, non dobbiamo aggiungere altro perché abbiamo parlato di radici, identità e valori e credo questa sia la migliore fotografia di ASI per consolidare la sua presenza nel mondo del sociale dove siamo orgogliosamente presenti anche nel Consiglio Nazionale del Terzo Settore con il nostro Vicepresidente Emilio Minunzio. Il nostro Ente è pronto per nuove progettualità e nuove prove per la crescita sportiva e culturale del Paese, con la certezza che ora saranno sostenute dal Governo e non svilite e vilipese come spesso e colpevolmente è avvenuto in passato.
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