23.09.2016

Sportivando

La ‘Nuova Stagione’ del CONI

I Giochi Olimpici di Rio 2016 sono quasi alle spalle, ma anziché soffermarci a fare un bilancio sui risultati conseguiti dall’Italia – un rituale quasi consolidato, ma per certi versi poco gratificante – viene naturale pensare a cosa sarà  di quei grandi campioni che dopo averci regalato medaglie ed emozioni, usciranno dalla scena sportiva.

Il problema del destino degli atleti sul finire del loro percorso – o a cammino ultimato – è da sempre una delle grandi questioni che investono il nostro sistema. Con una scarsa compenetrazione della cultura sportiva all’interno del tessuto scolastico, ben si capisce a quali difficoltà  vanno incontro gli atleti che, per portare avanti i loro sogni e le loro ambizioni agonistiche, sono costretti a rinunciare ad una formazione scolastica completa e ‘rotonda’. Ne è testimonianza il fatto che raramente i talenti sportivi escano dalle università  italiane – come invece accade in altre nazioni che hanno ottenuto brillanti risultati ai Giochi di Rio.

A parte i corpi militari da cui moltissimi dei componenti della rappresentativa italiana alle Olimpiadi proveniva (come accade da sempre), il problema dell’inserimento professionale di chi è a fine carriera è un fatto sportivo e sociale non trascurabile.

Per risolverlo il CONI – assieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – ha recentemente promosso un progetto dal nome ‘La Nuova Stagione’. Obiettivo: orientare e sostenere gli atleti nella loro scelta professionale al termine della carriera agonistica. Il progetto di durata triennale, come si legge sul sito web ‘vuole valorizzare le competenze da questi acquisite nel corso della loro esperienza in ambito sportivo, coniugandole con le richieste e le opportunità  offerte dal mondo del lavoro’.

L’impegno del CONI in questo senso è senz’altro lodevole: la ‘Nuova Stagione’ rappresenta una risposta concreta rispetto ad un’esigenza manifesta, sempre più urgente in un mondo del lavoro molto competitivo e con –ohimè – sempre minor spazio per soggetti non formati. L’accompagnamento, l‘affiancamento e la consulenza proposti agli sportivi in cui, di fatto, il progetto si traduce, possono essere visti come utili servizi con cui il mondo dello sport, governato dal Comitato, tenta di rimediare ad una falla che non ha certo prodotto da solo. Lo fa con convinzione e con (immaginiamo) senso di gratitudine e riconoscenza.

A dire la verità , la presenza su temi dal risvolto sociale come quello di cui stiamo discutendo è senza ombra di dubbio una delle cifre della presidenza di Giovanni Malagò. Per quanto piccolo, il segnale dato dal progetto ‘La Nuova Stagione’ è importantissimo: mentre ci ricorda come sfortunatamente parte del programma con cui il presidente venne eletto quasi quattro anni fa sia ancora incompiuto, ci segnala comunque il persistere di una volontà  di riforma delle debolezze del nostro universo.

Nel festeggiare questa iniziativa, tuttavia, resta solo un po’ di amaro per come anche in questa circostanza gli Enti di Promozione Sportiva siano stati marginalizzati e non coinvolti – neppure informati per la verità . Come sentinelle dello sport di prossimità  e soggetti a vocazione sociale impegnati a diffondere ogni giorno l’importanza della pratica sportiva, ci sarebbe piaciuto poter contribuire a questo progetto per sentirci parte del tutto.

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