17.04.2016

Sportivando

Casalmaggiore e Leicester, lo sport che ci piace

Piccolo e grande possono essere (per fortuna) due concetti relativi anche nello sport. Lo dimostra l’inaspettato trionfo della PomଠCasalmaggiore, squadra di volley femminile vincitrice della Champions League. Primo titolo in assoluto per un club di un piccolo paese in provincia di Cremona – solo 15 mila abitanti – capace di stendere con un secco 3-0 sia le russe della Dinamo Kazan, sia in finale le turche della VakifBank, con un monte-ingaggi da oltre 4 milioni di euro l'anno contro l'uno e poco più della Pomà¬.
E’ questa una delle pagine più belle ed educative del volley italiano a cui vogliamo guardare con fiducia e speranza. Fiducia nel fatto che quando esiste un progetto e ci sono atleti/e che lo incarnano e lo difendono centimetro per centimetro, gara su gara, i risultati arrivano. Non è stata, infatti, la fortuna a guidare le ragazze della Casalmaggiore, ma un disegno ben scolpito nella mente del presidente Massimo Boselli (e portato avanti dal coach Massimo Barbolini), grazie al quale il suo club è partito nel 2008 dalla B2 per arrivare oggi sul tetto d'Europa.
Speranza per un futuro in cui i soldi non siano decisivi ai fini dei risultati sportivi. Non è utopia, e questa vicenda ce lo dimostra. Non sempre i soldi possono tutto! E se un episodio è poco per alimentare anche in voi questo desiderio, ecco servitovi un altro esempio.

All’inizio del campionato inglese, la Premier League, lunga ben 38 giornate (!), nessuno avrebbe mai pronosticato una possibile vittoria del Leicester, squadra di calcio allenata dall’italianissimo Massimo Ranieri. Ed, invece, adesso questa possibilità  sembra sempre meno remota, alimentata da un atteggiamento pragmatico e costante dello staff tecnico e del club, oltre che da giocatori talentuosi ed altamente motivati, come il numero 9 Jamie Vardy che, dopo aver fatto l’operaio dieci anni fa, ha esordito a Pasqua in nazionale segnando un goal di tacco.
Tra un’immancabile dose di fortuna – Manchester City e Arsenal incostanti, Chelsea partito quasi al contrario, Manchester United e Liverpool in piena rifondazione, Tottenham (non di certo una big consolidata) che forse ha capito troppo tardi la possibilità  offerta dal fato – e indubbi meriti, il Leicester potrebbe arrivare a scrivere una pagina romantica della storia del calcio, significativa per tutto il mondo sportivo. Non solo perché interromperebbe una serie di risultati quasi consolidata –  dal 1992 ad oggi in Premier League solo cinque squadre diverse hanno vinto il titolo: Manchester United, Blackburn Rovers, Arsenal, Chelsea e Manchester City – ma perché infonderebbe speranza in un cambiamento.
E ce lo raccontano le parole di Mister Ranieri:

“Penso che la nostra storia sia importante per tutti i tifosi sparsi nel mondo. Dà  la speranza a tutti i giovani giocatori che si sono sentiti dire che non erano abbastanza”.

Ed è a quella promessa di mutamento che vogliamo guardare, proprio per ribadire quello che per noi è sempre stata una convinzione: visto che lo sport non può essere dominato (e piegato) a logiche economiche bisogna lavorare per costruire un modello di sport in cui chiunque abbia capacità , talento e passione possa arrivare. Una struttura di opportunità  che partendo dalla consapevolezza che esistono diversità  di natura e origine, aiuti gli attori ad esprimersi al meglio delle loro potenzialità .

Ci auguriamo pertanto che in Italia, in qualunque tipo di sport, possano esserci oggi e domani altre Casalmaggiore e/o altri club modello Leicester per cui gioire e rallegrarci. La squadra di Mister Ranieri in questo senso rappresenta la migliore risposta alla creazione della superlega europea di calcio: un mostro giuridico costituito dai principali potentati economici del continente al quale si accederà  solo per inviti. La morte della competizione sportiva!

Claudio Barbaro

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