23.03.2022

Atletica tra Fiamma e ASI. Realtà a confronto

Il Centro Nazionale Sportivo Fiamma aveva l’Atletica leggera al primo posto, nella consistenza numerica delle associazioni affiliate. Numeri straordinari che superavano quelli di qualsiasi altra disciplina. Ricordo che la prima manifestazione ufficiale di Atletica del Fiamma fu al femminile. L’anno è impresso nella memoria: 1954. Il nome dell’evento era semplice “Primo trofeo Nazionale Fiamma”: importante, invece, la cornice imponente e suggestiva dello stadio delle Terme di Caracalla. Come anche i tanti partecipanti, come possiamo vedere nella foto che abbiamo trovato nei nostri archivi.

Anche l’ASI, al momento della sua nascita e raccogliendo per intero la tradizione del Fiamma, si formò intorno a discipline consolidate e di grande tradizione: Calcio, Atletica e Arti Marziali in primis.

Ma quale è la sostanziale differenza di approccio e di proposta organizzativa nell’atletica di oggi rispetto a quella di ieri? E quali le differenze tra Fiamma e ASI? Sostanziali, direi.
Nel periodo in cui agiva il Fiamma, sin dall’immediato dopoguerra nel 1948, l’Atletica nazionale era prevalentemente su pista e l’attività dell’Ente risentiva di questa tendenza. Poche erano le corse organizzate su strada. Oggi, avviene esattamente il contrario. Proliferano iniziative di corsa su strada su tutto il territorio nazionale, mentre l’attività su pista è legata soprattutto ai campionati. ASI, è stato il precursore tra gli Enti, di questo nuovo indirizzo, forte della sua tradizione ed esperienze consolidate nell’Atletica.

Sul primo numero di Primato, anno 1998, “nuova serie” – presto scriveremo anche delle differenze tra la rivista ai tempi del Fiamma e oggi in ASI – la copertina fu dedicata a un evento di corsa su strada organizzata dalla Fiamma Atletica Trigiaro, provincia di Bari, una delle prime realtà a passare dal CNSF all’ASI. Per la cronaca in quella copertina storica ha trovato spazio anche la foto di un fiore all’occhiello del nostro Ente, la Fiammamonza. È il 1970 quando Fabrizio Levati, un giovane avvocato fidanzato di Natalina Ceraso (figlia di Reno Ceraso, un docente di educazione fisica e dirigente del Centro Nazionale Sportivo Fiamma che da quattro anni sta guidando una squadra femminile di pallavolo e una di atletica leggera), propone di costituire una squadra femminile di calcio. Da qualche anno ci sono già delle realtà in Italia, ma siamo al pionierismo puro, difficile da proporre in un mondo spiccatamente maschile. Tanti anni dopo, nella stagione 2005/06 la Fiammamonza vincerà lo Scudetto, e con 8 punti di vantaggio! La scommessa di Levati era vinta. Ma questa è tutta un’altra storia, bellissima, che vi racconteremo prossimamente…