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14.12.2020

Istituzionale

Quell’ultimo gol in Nazionale, Paolo Rossi lo segna in un film

La clip in anteprima al Premio Sport&Cultura, venerdì 18 dicembre

Paolo Rossi il suo ultimo gol con la maglia della Nazionale lo segna dietro una macchina da presa. In un film che ancora deve uscire e che lui non riuscirà a vedere più. Lo ha girato mesi fa. Un cameo in onore di Francesco Nuti con il quale, tanti anni prima, aveva fatto un provino per giovani calciatori. Entrambi cresciuti a Prato. Paolo attaccante, Francesco centrocampista: le strade furono subito diverse. Uno attore e l’altro calciatore.  

È stato Enio Drovandi, regista della pellicola 'Ti vogliamo bene Francesco Nuti', prodotta dalla Film in 'Tuscany, che ha fatto rivivere a Paolo l'emozione di segnare il gol della vita. Per l'ultima volta con la maglia della Nazionale addosso. Con la sua maglia, precisamente. Quella vera.

(Enio Drovandi, regista della pellicola 'Ti vogliamo bene Francesco Nuti', insieme con Paolo Rossi)

Motivazioni profonde,  quelle che hanno portato all’elaborazione di quest’opera, come spiega lo stesso Enio Drovandi, Responsabile di ASI Spettacolo: “Il motivo per cui ho voluto portare avanti questo lavoro è la semplice volontà di fare un omaggio a Francesco: la sua vita è la dimostrazione di come quando sei in auge tutti ti osannano, ma poi addetti ai lavori, stampa e colleghi ti dimenticano rapidamente quando le cose non vanno più bene. Per fortuna spesso rimane l’affetto del pubblico.
Nuti è stato un attore di successo, ha vinto anche un David di Donatello e un Nastro d'argento, ha cantato a Sanremo e fatto il regista. Quando è entrato in coma a causa di un ematoma cranico dovuto ad un incidente domestico, nonostante il tentativo coraggioso di tornare al lavoro, ha subito danni neurologici che gli hanno provocato l'incapacità di parlare e di muoversi normalmente. Da allora è calato lentamente il sipario…".

 

La clip del gol di Paolo Rossi nel film, sarà trasmessa nel corso del Premio Sport&Cultura, venerdì 18 dicembre, ore 12 sui media ASI e sul portale di Adnkronos.

La trama del film
Un nonno (Enio Drovandi) appare in sogno al nipote (interpretato da Francesco Petit Bon) per spiegargli i valori che danno un senso alla vita e che ne sono l’essenza, il tutto attraverso la storia di Francesco Nuti. Presente nel sogno anche la nonna del bambino interpretata per l’occasione da Annamaria Malipiero, ex moglie di Francesco Nuti. Novella surreale in cui i protagonisti sono muti e coordinati solo da una voce fuori campo, perché, come spiega Drovandi stesso per bocca del nonno: “siamo in un sogno e chi parla è il cuore, non la voce”. Il racconto onirico è intervallato da parti dei film di Francesco Nuti, come nell’ultima scena, in cui, attraverso un gioco di immagini, Francesco Nuti calcia un pallone (da una scena di 'Tutta colpa del Paradiso') e questo arriva a Paolo Rossi (interpretato dal calciatore in persona), suo amico d’infanzia, che, indossando la maglia della Nazionale dell’82, la riceve e fa goal.

(Le scene del film, protagonista Paolo Rossi)
Tanti gli attori che hanno voluto partecipare alla pellicola
Un lavoro emozionante. L’intera famiglia di Nuti ha partecipato, in vesti diverse, alla realizzazione del film: oltre alla ex moglie Annamaria Malipiero che vi ha recitato, troviamo anche un commovente contributo di Ginevra, figlia di Nuti, che, grazie a un montaggio, canta col padre “Sarà per te”, canzone interpretata da Francesco al Sanremo del 1988. E poi il fratello Giovanni, che ha curato tutta la parte musicale del docufilm.
Numerosi gli amici e colleghi che hanno voluto partecipare testimoniando la propria vicinanza in maniera completamente gratuita: da contratto infatti tutto il ricavato andrà a Francesco Nuti. Ritroviamo così, oltre a Paolo Rossi che interpreta sé stesso, anche Francesco Baccini nella canzone finale, Giovanni Veronesi nel prologo e Alessandro Benvenuti nella conclusione; e poi la chiosa: affidata a colleghi e amici che hanno voluto dedicare un saluto, ci consegna le immagini di Fiorello, Baudo, Brignano, Muccino, Ferilli, De Sica, Boldi, Ghini, Carlucci, Cenci e tanti altri.

Rossi: "La maglia la porto io…"
Drovandi racconta del suo incontro con Rossi grazie ai produttori della pellicola Ivo Romagnoli e Michela Scolari. Dovevano parlare di questo film: "Lo incontrai a Coverciano nel corso di una mostra sulle maglie storiche. Guardando la maglia del 1982 fu lui a dirmi 'fai stare tranquilla la costumista' vengo io con la casacca di quel mondiale. Venne davvero con la maglia, i calzoncini e i calzettoni nello zainetto al momento di girare. E non volle nemmeno uno spogliatoio. Si sedette in tribuna, aprii lo zaino e si cambiò così… con la stessa naturalezza di un ragazzino al campetto".

Quei Mondiali a casa Benigni

“Per me Rossi è stato sempre un idolo”, racconta Drovandi. "Quei Mondiali li vidi a Roma, a casa di Benigni. Roberto pur non essendo un grande amante del calcio, si appassionava molto, come sempre. Beh, Paolo Rossi ci fece vivere delle settimane strepitose.
Anche sul set Rossi era esattamente quella persona umile e disponibile che tutti raccontano. Era felice di indossare quella maglia azzurra che gli ricordava momenti straordinari”

Quei momenti straordinari che lui sapeva non sarebbero più tornati ma che sarebbero diventati dei ricordi unici ma irripetibili. Lo capii subito, Rossi, mentre i suoi compagni facevano il giro di campo con la Coppa del Mondo: "Eravamo campioni del mondo. Feci solo mezzo giro di campo coi compagni: ero distrutto. Mi sedetti su un tabellone a guardare la folla entusiasta. Pensavo: 'Fermate il tempo, non può essere già finita, non vivrò più certi momenti'. E capii che la felicità, quella vera, dura solo attimi". 

[  Fabio Argentini  ]

 

 
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