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15.03.2021

Istituzionale

Quando una premiazione non si può fare online

30 novembre, ore 20.30. La cornice, quella dell’Hotel Mercure di Genova e, per la cerimonia solenne, il Santuario Nostra Signora della Guardia. Si è tenuta qui l'ultima edizione dei Cavalieri dello Sport. Dal 2019 tutto fermo per la prestigiosa onorificenza, sostenuta dall’ASI e riconosciuta dal CONI e dal Ministero dell'Interno, cui i Cavalieri sono affiliati.
Non si può fare una manifestazione come questa online. Troppo articolata e che richiama a evocazioni antiche nel suo cerimoniale.   

“L’ordine – spiega il Gran Cavaliere Silvestro Demontis, che è anche il Presidente Provinciale ASI di Genova – ha come fine il raggiungimento ed il conseguimento di una valorizzazione morale e sociale degli operatori socio-sportivi e di atleti che si sono particolarmente nell’opera sociale sportiva; lo scopo è quello dell’elevazione delle attività culturali tramite Convegni, Conferenze, cerimoniali di Nomina, dibattiti e seminari”.
"Ad oggi, i Cavalieri nominati, a livello nazionale ed internazionale, sono circa 400". Tra questi ricordiamo il campione di Pugilato Nino Benvenuti. 
Proprio per l'assenza di questo prestigioso appuntamento dal 2019, ne ricordiamo il cerimoniale. Un modo per vivere ancora quelle emozioni…⬇︎

 
 
Il cerimoniale
Tutti i partecipanti, prima dell’inizio, prestano un giuramento collettivo di fedeltà ai valori del Cavalierato. Durante l’investitura, il cavaliere nominato, seguito dal cerimoniere, indossa la fascia verde (a rappresentare la speranza) con frange dorate (che contrassegnano il premio finale per l’impegno profuso). I cavalieri ricevono il medaglione con l’araldica dell’Ordine e la frase “Pernics corpus mens libera” (mente libera e corpo sano), accompagnato da una pergamena con la motivazione: “Per i grandi meriti conseguiti nell’attività sociale e sportiva”. Ricevono, inoltre, la cravatta verde dell’Ordine, lo scudetto da fissare sul taschino a sinistra della giacca, più il distintivo da mettere sull’occhiello del bavero sinistro della giacca…
Atmosfere dal sapore medievale, cariche di significati araldici per un premio nato nel 2009. 
Il premio in questione si chiama “Cavalieri dello Sport”: conferisce onorificenze a quelle figure che gravitano attorno alla figura dell’atleta, più genericamente che fanno parte del mondo sportivo. L’ordine viene assegnato, non solo per i valori tecnici agonistici conseguiti, ma anche per quei valori espressi dai soggetti del mondo dello sport che molte volte operano nell’ombra: dirigenti, insegnanti, tecnici, allenatori, ecc. 

I “Cavalieri dello Sport” nascono come Ordine nel 2009, ma lo spirito che ne muove le azioni è antico nel suo essere, come spiega il presidente del comitato provinciale di Genova, Silvestro Demontis: “Come avveniva per i cavalieri del nostro passato, anche nello sport dei tempi moderni, esistono uomini che s’impegnano a favore degli altri, che dedicano il proprio tempo, spesso gratuitamente, alla cultura dello sport, alle realtà associative e iniziative di beneficienza. E pochi riconoscono il valore di quanti soprattutto agiscono dietro le quinte. L’atleta vince la medaglia, gli altri no. In una tavola rotonda tra dirigenti (non possiamo che chiamarla così…), proposi un riconoscimento per tutti questi personaggi e nacque l’Ordine”.

Nel corso degli anni più di 300 cavalieri hanno ricevuto questa onorificenza, tra i più illustri il nostro presidente Claudio Barbaro, il dirigente Giuseppe Marotta, gli ex calciatori Attilio Lombardo, Enrico Chiesa, Marco Lanna, il Presidente Edoardo Garrone e tanti altri… Tra i tanti riconoscimenti nel corso degli anni, anche l’Alto Patrocinio della Presidenza della Repubblica.

 
L'araldica dell'Ordine
Fascia, medaglia e pergamena. L’araldica dell’Ordine: Il medaglione che il cerimoniere metterà al collo del nominato con la grafica studiata dal maestro Glauco Pogi, scultore, scrittore e psicologo d’arte oltre che studioso proprio di araldica, correlato da nastro tricolore. Poi, l’attestato della nomina e la fascia verde simbolo dell’Ordine. Il motto costitutivo è "Pernix corpus, mens libera" (corpo agile e mente libera). 

 
 
 
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