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04.02.2021

Istituzionale

Medici in vasca. Pallanuoto ASI al Premio Sport&Cultura. Da Bologna a Roma

Premiato da ASI, lo scorso dicembre, un atleta della De Akker di Bologna, Andrea Scozzarella. Pallanotista, si è allenato anche di notte per l’emergenza sanitaria, essendo anche medico in un centro Covid. Domitilla Picozzi, capitano della della Lifebrain SIS Roma, che studia medicina, ha voluto inviargli i propri saluti e quelli della SIS. È avvenuto in occasione del Premio Sport&Cultura. Riviviamo quei momenti…

 

 
Risentiamo le parole di Andrea Scozzarella e il saluto di Domitilla Picozzi, nel corso del Premio ASI Sport&Cultura. Con loro, anche l'allenatore della De Akker, Amaurys Perez ▼▼▼




 

E, sul numero di Primato,
l'intervista a Domitilla Picozzi 

 

 

Capitana coraggiosa 

"Essere il capitano di una squadra in costruzione e poter fare la differenza è veramente eccezionale. Inoltre, rivestire un ruolo così significa anche trasmettere l’amore che ho per questo sport e per questa famiglia, la SIS Roma".
Domitilla Picozzi si distingue sia in acqua che fuori: è giovanissima ma molto concentrata sui suoi obiettivi che persegue con passione, tenacia e professionalità! Se la vedi giocare in acqua riconosci il suo stile: non si perde un’azione e sta sempre un passo avanti! D’altronde è il suo ruolo: oltre ad essere il Capitano della squadra lei è anche la cosiddetta “regista”. 
Al primo anno con questo incarico, nell’anno sportivo 2018-2019, la SIS Roma ha vinto la prima Coppa Italia e si è classificata al secondo posto del Campionato. Grazie ai successi sportivi di quella splendida annata Domitilla ha anche guidato la sua squadra nei primi due gironi della Coppa Len (Coppa Europea) dove, per essere la prima esperienza del Club, si sono tutti distinti notevolmente! Stessa Coppa Len a cui si stanno preparando per la nuova edizione: ad Ostia, infatti, dal 4 al 7 febbraio 2021 si disputerà il girone per questo nuovo anno sportivo!
Domitilla è il simbolo del percorso di crescita ideale all’interno della stessa società sportiva: lei infatti è partita dalla scuola nuoto ed è andata avanti fino alla Serie A1 della pallanuoto femminile sempre rimanendo, e crescendo umanamente e tecnicamente, con la stessa “famiglia sportiva”.
La Picozzi a livello internazionale, oltre alle numerose presenze con la calottina azzurra, ha ottenuto tantissime soddisfazioni tra cui la Medaglia d’Argento agli Europei Under 19 anno 2014 (Roma, Ostia), la Medaglia di Bronzo ai Mondiali Under 18 anno 2018 (Auckland) e la Medaglia d’Argento alla Word League anno 2018-2019 (Budapest).
Conosciamo meglio con alcune domande a 360 gradi…

Come ti sei sentita quando ti hanno proposto di diventare capitano della SIS Roma?
“Premetto che io sono cresciuta nella SIS Roma e sono sempre stata legata a questa realtà sportiva. Quando mi hanno chiesto di diventare il capitano della SIS è stata la ciliegina sulla torta! In quel momento ho realizzato concretamente quanto tenessi a tutta la società e quanto fosse importante per me! Negli anni passati, quando ero più piccola, ho pensato ad andare via e mettermi alla prova in altri ambienti ma sono stata molto felice di essere rimasta. In quel momento si sono anche realizzati tanti anni di sacrifici ed avere la fiducia del Presidente Flavio Giustolisi, del Coach Marco Capanna e di tutte le mie compagne di squadra è stato uno sprono ancora più grande sia per accettare il ruolo che per dedicare ancora di più energie a questa squadra stupenda. Essere il capitano di una squadra in costruzione e poter fare la differenza è veramente eccezionale. Inoltre per me rivestire questo ruolo significa anche trasmettere l’amore che ho sia per questo sport ma per questa famiglia che è la SIS Roma”.
 
Come ti sei approcciata alla pallanuoto?
“In modo casuale. Ho iniziato in piscina da piccolissima (1 anno) e avrei dovuto continuare a nuotare, per motivi di postura, almeno fino ai 12 anni. L’unico problema è che, a circa 8 anni, mi ero stancata del nuoto e allora mio padre, che in modo amatoriale aveva giocato a pallanuoto da giovanissimo, per farmi rendere la piscina più gradevole mi ha proposto di giocare a pallanuoto.
A pochi metri da casa mia c’era un piscina che aveva una squadra maschile ed ho iniziato con loro! Il mio primo allenatore fin da subito mi ha trasmesso questa passione fortissima e da quel momento non mi sono più fermata!”.

Perchè ti piace questa disciplina?
“È una domanda complicata perché sono tanti gli aspetti che mi piacciono di questo sport: sicuramente perché è uno sport di squadra, è uno sport che attraverso la fatica e gli allenamenti (spesso molto duri) ti insegnano il rispetto nei confronti delle tue compagne di squadra che stanno lì ad allenarsi con te tutti i giorni. Attraverso la condivisione di questi momenti, di quelli brutti (come una partita persa) e di quelli belli (trasferte, pre partite, ecc) ti porta a creare un legame fortissimo che ti permette di avere una seconda famiglia.
Inoltre non si entra mai in acqua con il pensiero di aver già vinto o di aver già perso. La partita finisce quando suona la sirena del quarto tempo perché fino all’ultima azione tutto è possibile e per un atleta questo è veramente stimolante. Infine mi piace, forse sarò di parte visto il ruolo in cui gioco, perché l’atletismo, la tattica e le individualità (la fantasia di ognuna delle giocatrici in acqua) si mischiano . Una giocatrice non esclude l’altra e più sono armoniche ed amalgamate insieme e migliore è risultato finale: una caratteristica decisamente unica per uno sport!”

Come ti sei sentita quando ti è arrivata la prima convocazione in nazionale?
“Ero molto contenta ed emozionata. In parte anche impaurita perché ero piccola. Tutte le bambine quando iniziano a giocare pensano alla Nazionale ed in quel momento è stato trasformare il sogno in realtà quindi veramente entusiasmante!”.

 Il ricordo del tuo primo gol in nazionale?
“Il primo gol in Nazionale è stato proprio nell’anno del mio esordio e della prima convocazione (2015) in Francia giocando contro la Francia in World League ed è stata una palomba da 1 (un tiro un po’ azzardato). È stato un vero mix di emozioni sia per il tipo di gol effettuato tecnicamente che per il fatto fosse il primo in Nazionale”.

Cosa stai studiando?
“Medicina e sto per iniziare il quinto anno”.

Cosa vorresti fare dopo lo studio?
“Non so ancora che cosa fare nel mio futuro, ovvero dopo aver conseguito la Laurea, perché ho diverse opzioni ma le sto valutando. Mi piacerebbe avere contatto con i pazienti quindi rimanere nell’area clinica. Sicuramente vorrei comunque cercare di continuare a conciliare la pallanuoto con lo studio/lavoro il più a lungo possibile”.

Quali sono i tuoi hobby fuori dall'acqua?
“Pallanuoto e studio occupano gran parte del mio tempo però sicuramente mi piace seguire tutti gli sport. Seguo anche il calcio e sono tifosa della Roma (ovviamente!) ma mi piace anche prendermi dei momenti per me dove mi dedico alla lettura. Durante il lockdown, ad esempio, ho approfittato del tempo in più per riprendere la mia passione per la pittura. Nonostante le mie compagne di squadre mi definiscano ‘vecchia dentro’ perché passo veramente tantissime ore a studiare mi piace anche godermi la vita con le mie amiche ed i miei amici.
Nel complesso è difficile trovare qualcosa che non mi piaccia fare!”.

Ed ora… scopriamo i tuoi gusti. Piatto preferito?
“Carbonara perché l’ho appena cucinata e mi è riuscita troppo buona!! Ahaha”.

Dolce?
“I dolci che fa mia nonna come le crostata e la torta di mele!”.

Genere musicale?
“Mi piace ascoltare tutto con propensione all’alternative rock”.

Canzone preferita?
“Te ne cito due: Viva la vida dei Coldplay e Human dei the killers”.

Film preferito?
“Anche qui la scelta è ardua però se devo sceglierne uno allora nomino Midnight in Paris!”.

Gonna o pantaloni?
“Pantaloni decisamente!”.

Quanto tempo dedichi allo shopping?
“Sono molto migliorata nell’ultimo anno grazie anche a Chiara Tabani come personal shopper!”.
 
Qual è il viaggio che ricordi di più?
“Premesso che ho avuto la fortuna di poter viaggiare fin da piccola e che mi piace tantissimo, devo ammettere che il mio viaggio preferito è stato quello on the road per gli Stati Uniti insieme alla mia famiglia. Per adesso è quello che occupa un posto speciale nel mio cuore in parte perché era tanto che non viaggiavamo tutti insieme ed in parte perché ha superato tutte le mie aspettative!”.
 

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