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04.06.2026

Sport

| Lucta Italica

Lucta Italica. L’antica disciplina di lotta, praticata in Italia nel XVI secolo, è tornata ufficialmente a vivere

Un ponte ideale tra il Rinascimento italiano e il ventunesimo secolo. Dopo alcuni secoli di oblio, la Lucta Italica – l’antica disciplina di lotta praticata in Italia nel XVI secolo – è tornata ufficialmente a vivere. E lo ha fatto sul palcoscenico internazionale più prestigioso dell’anno per i giochi tradizionali: l’Ethnosport Culture Festival di Istanbul.
Inserita nel programma ufficiale dell’ottava edizione della manifestazione, organizzata dalla World Ethnosport Unionsotto la presidenza di Necmeddin Bilal Erdoğan, la Lucta Italica ha vissuto la sua attesissima prima mondiale. Davanti a una platea internazionale numerosa e visibilmente entusiasta, l’eccellenza e il rigore tecnico delle discipline storiche italiane hanno conquistato il pubblico grazie a una dimostrazione di altissimo livello eseguita dal Maestro Mattia Galbiati e da Stefano Giusti.

Il progetto di recupero storico e culturale. Dietro la spettacolarità della performance di Istanbul si cela un meticoloso lavoro di ricerca, ricostruzione e valorizzazione scientifica. Il progetto di recupero e promozione internazionale della Lucta Italica è stato ideato e strutturato dall’avvocato Vittorio Giorgi, presidente della Federazione Italiana Kurash e Lotte Tradizionali, in stretta sinergia con il professor Antonio Merendoni, stimato storico delle lotte e delle discipline marziali.
La rinascita di questo patrimonio immateriale si basa sullo studio rigoroso delle fonti scritte e iconografiche che documentano l’arte del combattimento nella nostra penisola tra il Medioevo e il Rinascimento. Tra i testi cardine utilizzati per codificare nuovamente la disciplina spiccano:

  • Il celebre Flos Duellatorum (1409) del maestro d’armi Fiore dei Liberi;
  • Il trattato anonimo De la Palestra;
  • L’Exercitiorum atque artis militaris collectanea (trattato in latino del 1509 firmato dal gentiluomo Pietro Monti);
  • L’opera Le tre giornate del gentiluomo napoletano Marc’Antonio Pagano (1553).

Alla fine del Cinquecento, a causa dei profondi mutamenti sociali ed geopolitici dell’epoca, questa nobile pratica cessò di essere esercitata dalle classi elevate, andando incontro a una progressiva estinzione. Fino ad oggi.
“Il Progetto Lucta Italica nasce nel 2024 dall’esigenza di riportare in vita, in ambito sportivo e culturale, la lotta storica italiana del Rinascimento sulla base dell’esistente documentazione scritta e iconografica” – ha commentato l’avvocato Vittorio Giorgi – “Prossimamente uscirà anche il nostro libro dedicato. Sono felice che la prima dimostrazione nell’era attuale sia avvenuta a Istanbul, l’antica Costantinopoli: luogo di collegamento tra Europa e Asia, millenario crocevia di popoli e culture, e terra di lottatori”.

Prossima tappa: i World Nomad Games. La presentazione in Turchia rappresenta solo il primo fondamentale tassello di una strategia di rilancio globale. La Lucta Italica, infatti, si appresta a varcare nuovi confini per farsi ambasciatrice della tradizione sportiva e culturale del nostro Paese nel mondo.
Il prossimo appuntamento di rilievo internazionale è già fissato per il mese di settembre, quando la disciplina volerà in Kirghizistan per partecipare in qualità di sport dimostrativo ai World Nomad Games (i Giochi Mondiali dei Nomadi), consolidando così il proprio posizionamento nel circuito mondiale dei giochi e degli sport tradizionali.
Come ente di promozione sportiva da sempre attento alla salvaguardia delle identità culturali, delle radici storiche dello sport e del dialogo tra i popoli, ASI celebra con orgoglio questo straordinario successo internazionale, che restituisce dignità, futuro e una veste sportiva moderna a una preziosa perla della nostra storia rinascimentale.

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