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03.01.2022

Istituzionale

Italiani nel Mondo. Premiato Davide Dato, Étoile a Vienna

“Sono particolarmente fiero, quale Presidente nazionale dell’ASI, di avere conferito il nostro Premio Italiani nel mondo a Davide Dato, una vera eccellenza nella danza sulla scena internazionale. Rispecchia lo spirito di questo riconoscimento che ho condiviso fin dal suo nascere perché ritengo doveroso essere vicini ai nostri connazionali che eccellono all’estero, esprimono l’Italia più bella di cui dobbiamo andare orgogliosi”. È il pensiero del Senatore Claudio Barbaro non appena l’apposita commissione ASI gli aveva proposto di assegnare il prestigioso premio all’Étoile del Teatro dell’Opera di Vienna.  

Davide Dato è un artista noto al grande pubblico televisivo perché, per sette anni fino al gennaio 2021, si è esibito nel celebre Concerto di Capodanno che è stato trasmesso da Vienna in tutto il mondo. Nato a Biella il 20 agosto 1990 dimostrò fin dall’infanzia la sua attitudine per la danza, passione confermata da lusinghieri risultati conseguiti, tanto che a 17 anni si diplomava con il massimo dei voti alla Scuola dell'Opera di Stato di Vienna contemporaneamente alla maturità in lingua tedesca. Aggiungeva un’ulteriore formazione presso la School of American Ballet di New York. Il seguito è un crescendo di livelli: dalla promozione a Ballerino Solista nel 2013 al prestigioso livello di Primo Ballerino, étoile del Balletto di Stato di Vienna nel 2016.  






 

Il premio a Davide Dato

di Gianmaria Italia
Foto di apertura di Kosmas Pavlos

“Grazie, ne sarei onoratissimo”: fu l’immediata risposta quando lo proposi a Davide Dato nel febbraio del 2021; poi reciproci impegni e qualche contrattempo interruppero i contatti che ripresi in novembre grazie anche a mia figlia Donatella che lo seguiva su Instagram: “Che piacere leggerti", le scrisse. "Certamente mi ricordo bene del signor Italia. Il mio cellulare è…., può chiamarmi in qualsiasi momento o anche scrivermi su whatsapp. Grazie molte”. Da quel giorno gli scambi epistolari furono frequenti fino a quando mi registrò un messaggio vocale di ringraziamento per il premio che feci ascoltare ai partecipanti al Consiglio Nazionale tenutosi lo scorso 19 dicembre a Roma. Questa, più di qualunque altra, è l’immagine che mi ha offerto di questo Artista (maiuscola d’obbligo) che, prima del nostro premio, aveva già ricevuto 12 benemerenze di livello internazionale. Oltre che nella danza è ammirevole anche per come si rapporta con la gente.











Davide, che nasce a Biella nell’agosto 1990, è l’esemplare espressione di una famiglia dove aleggia quell’armonia che permette ai suoi componenti di seguire quello che l’indole suggerisce. Sia per lui come per la sorella Greta, di tre anni più giovane, fu la danza a muovere le loro aspirazioni. Poco più che bambini fecero coppia e vinsero per tre anni consecutivi il titolo italiano di danze caraibiche. Poi, a 17 anni, Davide prese la strada verso Vienna dove si diplomò, con il massimo dei voti, alla Scuola dell’Opera di Stato conseguendo, nel 2016, il titolo di étoile, primo ballerino del Teatro dell’Opera mentre Greta è ballerina solista dell’Hessian State Ballet di Wiesbaden. Entrambi, affezionatissimi tra loro, hanno sempre parole di riconoscenza verso i propri genitori. 



Il Premio Italiani nel mondo nacque in ASI nel dicembre 2015. Fu uno spontaneo riconoscimento nato dalla constatazione di quanto sia rilevante l’apporto di quei nostri emigranti che, portatori delle loro capacità, si stanno distinguendo all’estero nella Cultura come nello Sport o nel Sociale, nelle attività quotidiane. Sono il nostro biglietto da visita, quindi, sia detto senza alcuna retorica, portano onore all’Italia e il nostro Paese deve tenerne conto. Noi, premiando talune loro eccellenze, l’abbiamo fatto, e col cuore.



È notevole e nei campi più svariati. Se un secolo fa e fino all’immediato secondo Dopoguerra i nostri emigranti erano vigorose braccia nelle miniere come nei cantieri, da una ventina d’anni partono senza riempire treni, ma auto o aerei. Li accomuna identica speranza, quella di una realizzazione alle proprie speranze che non vedono realizzazioni nel nostro Paese. Sono ormai sei milioni gli italiani residenti all’estero e ogni anno ne espatriano non meno di centomila, la media del livello d’istruzione è medio alto altrimenti non trovano collocazione. Sono risorse molto apprezzate che contribuiscono allo sviluppo del Paese che li ospita. Li troviamo nella ristorazione come nell’alta tecnologia, nella finanza come nelle scienze. Il loro vivere, lo constato osservando mia figlia che si è trasferita undici anni fa in un Paese dell’UE, è da straniera tra stranieri, altrettanto la convivenza di migliaia di nostri connazionali che si confrontano con altri stranieri, siano essi locali o immigrati. Riconosciamo che ad ogni loro azione, si accosta la loro origine e, per quanto abbiamo visto, possiamo essere fieri di loro.

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