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14.07.2021

Istituzionale

È vera ripartenza? La partita comincia adesso e va giocata fino al 90′. Amministratori e campioni dello sport nella tavola rotonda ASI

Lo Sport è ripartito in tutta la penisola. I dati sono incoraggianti ma, per capire se si tratterà di vera ripresa, bisognerà attendere l'autunno. Nel frattempo arriva forte la richiesta al Governo: supportare l'impegno di chi eroga sport (associazioni e strutture) e riavvicinare chi, in questo periodo di pandemia, si è allontanato dalla pratica sportiva. Insomma, la partita vera si gioca adesso. Non si può stare a guardare ma governare la ripartenza ricostruendo dalle macerie. Magari con una visione nuova dello sport che deve diventare centrale nelle politiche nazionali. Sport presidio per la salute, ricordiamo. 

Di questo si è parlato ​nella tavola rotonda che si è tenuta ieri per volontà di ASI e ospitata dal sito di Adnkronos; primo di una nutrita serie di incontri online che andranno a dare spazio alle realtà regionali. Una nuova chiave di lettura che si è rivelata da subito vincente registrando un alto grado di ascolto.

Invitati alla tavola rotonda pubblicata sul sito di Adnkronos, Bruno Campanile, Vicepresidente Vicario di ASI, Andrea Pambianchi, Presidente di Ciwas, Giuseppe Melissi, Presidente di ASI Calabria, Giorgio Lico, Vicepresidente del CONI Calabria, Clotilde Minasi in rappresentanza della Regione Calabria. Gradita presenza, quella dei calciatori Sergio Floccari e Nicolas Viola. A moderare, Valentina Fasolato, Responsabile Marketing e Comunicazione di ASI Sport e Fisco (schermata in basso). In redazione, Chiara Minelli. 


"Un momento di confronto come quello odierno è importante per comprendere lo stato dell'arte legato alle singole realtà regionali e capire in quale direzione andare. Ogni scelta di carattere nazionale dovrebbe tenere conto delle singole problematiche locali. Scegliere un partner come Adnkronos è stato altrettanto importante per veicolare la nostra voce alle Istituzioni. Questo ciclo di tavole rotonde rientra nel quadro delle tante azioni intraprese dentro e fuori il Palazzo e che hanno avuto forte impatto mediatico", così ha spiegato Bruno Campanile, Vicepresidente Vicario di ASI e 'padrone di casa'.  

Andrea Pambianchi, Presidente Ciwas
"È vero, bisogna riavvicinare la gente allo sport. La partita si gioca adesso. Guai a iniziare male"

“I dati ISTAT prevedono un incremento di spesa sanitaria fino a 71 miliardi di euro nei prossimi anni causa dell’aumento della sedentarietà durante la pandemia. E, con più di 300 giorni di chiusura, le perdite di fatturato si aggirano intorno al 90%: circa 12 i miliardi di euro in fumo, il 10% delle strutture ha già chiuso, un altro 27 % è a rischio chiusura da qui a fine anno, sono a rischio 200 mila posti di lavoro”. Questo il quadro disegnato da Andrea Pambianchi, Presidente CIWAS, che ribadisce la necessità di tenere in piedi lo sport, supportato anche dagli studi dell’Istituto Superiore di Sanità, dello statunitense Center of Disease e da voci autorevoli come il prof. Francesco Landi che sostengono che i centri sportivi sono “ambienti di cura”, taluni privi di rischi, come le piscine in cui l’acqua clorata inattiva il virus. “Per anni ci hanno detto giustamente di fare sport per rinforzare il sistema immunitario e improvvisamente lo sport è diventato il male supremo: i centri sportivi sono stati i primi a essere chiusi e sempre gli ultimi a poter riaprire: non c’è mai stata possibilità di verificare se effettivamente le strutture sportive fossero fonte di contagio anche se i controlli dei NAS nei centri sportivi sono sempre andati bene contrariamente a quelli avvenuti nei supermercati e sui mezzi pubblici”.

Sergio Floccari, Calciatore
"L'obiettivo è incentivare i più giovani a fare sport"

E proprio da chi ha fatto dello sport la propria ragione di vita, come Sergio Floccari, arriva un appello: “Dobbiamo incentivare i ragazzi a tornare a praticare lo sport per il benessere sia fisico che psicologico; il compito di noi grandi è quello di riuscire ad aiutare le generazioni più colpite dal Covid, quelle degli adolescenti, quelli che hanno perso interesse o pensano di non poter riprendere come prima”.
Parole di speranza di una nuova normalità, quelle di Floccari: “Tornare a vedere il pubblico sugli spalti è stata una festa sia per i giocatori che per gli spettatori, sia allo stadio che a casa; per noi italiani questo Europeo è stato fantastico non solo per la vittoria della coppa, ma anche per come è arrivato: la cosa più bella è stata trasmettere alla gente che guardava questo spirito di appartenenza, di gruppo. Un po’ quello che ci ha insegnato la pandemia cioè di riconoscerci come comunità in cui ognuno deve essere responsabile dell’altro. Abbiamo meritato l’Europeo non solo perché abbiamo giocato meglio degli altri, ma anche per come abbiamo interpretato le partite: siamo stati una squadra estremamente propositiva anche a volte azzardando. Siamo riusciti a trasmettere tutto quello che ha di bello questo sport, abbiamo dato una gioia immensa in un momento molto brutto: abbiamo tutti ancora negli occhi le scene dei camion militari che portavano le salme a Ferrara: io giocavo lì perciò l’ho vissuto in prima persona”.

Nicolas Viola, calciatore
"Sta anche a noi professionisti aiutare i giovani"

Viola ha invece posto l’accento sulla tempra degli Italiani: “L’Italia ha sempre saputo rialzarsi dopo momenti difficoltà: noi siamo quelli che resuscitiamo dopo tante batoste, quelli che non mollano mai, quelli che si uniscono nei momenti di difficoltà. Alla base di tutto c’è la formazione: io vengo da un paesino piccolo della Calabria e sono riuscito con mio fratello a coronare il sogno di tutti che è quello di giocare in serie A; è stata durissima perché abbiamo fatto sacrifici enormi, la formazione ce la siamo dovuta trovare altrove. Io, quindi, come professionista ho il dovere morale di aiutare giovani, insegnare loro quello che hanno insegnato a me e contribuire alla loro crescita. Confronti come questo sono il motore per accendere questo meccanismo”.

Giorgio Lico, Vicepresidente CONI Calabria
"Lo sport di vertice patirà perdita di talenti nel prossimo futuro. Ora speriamo almeno che la ripresa non sia solo un'illusione"

Medesimo allarme sull’allontanamento dei giovani dallo sport è stato espresso da Giorgio Lico, Vicepresidente CONI Calabria: “Avremo purtroppo una perdita di talenti futuri, ma tutto dipende dalla curva epidemiologica. Vedo difficoltosa la ripesa perché l’attività di base è legata al settore giovanile e quindi alle famiglie che in questo momento non hanno fiducia e limitano i numeri delle attività di promozione sul territorio. Abbiamo un senso di ripartenza che è al momento apparente: mi auguro non avvenga come lo scorso anno in cui ci hanno fatto riaprire brevemente e poi richiudere. Fortunatamente nella nostra regione abbiamo chilometri e chilometri di costa e quindi il nostro territorio riesce a soddisfare le esigenze di attività all’aperto. Il 23 di questo mese ci riuniremo con il Consiglio Regionale CONI per tentare una programmazione, mentre nei mesi precedenti abbiamo dato un sostegno alle realtà locali erogando 300 mila euro".

Clotilde Minasi, Consigliere Regione Calabria
"Lo sappiamo. Un settore come quello sportivo necessita di doverosi sostegni perché oggi c’è ancora tanta paura nell’avvicinarsi ai centri sportivi"

Anche la Regione Calabria è intervenuta ben due volte con incentivi economici a supporto delle realtà locali e il paradosso del momento espresso dalla Consigliera Regionale, dottoressa Clotilde Minasi, è che, nonostante le difficoltà, lo sport nazionale stia vivendo un momento molto felice: “Un momento magico con Berrettini primo italiano in finale a Wimbledon, nel calcio campioni d’Europa e con il basket che dopo tanti anni torna alle Olimpiadi. Alcune chiusure sono state forse inutili, specialmente nella nostra regione che durante il primo lockdown aveva quasi casi 0. Ma il messaggio che deve passare oggi è che lo sport è una risorsa e che bisogna riavvicinare la comunità alla pratica sportiva ed evidenziare che purtroppo che riapertura non significa per tutti ripartenza: un settore come quello sportivo necessita di doverosi sostegni perché oggi c’è ancora tanta paura nell’avvicinarsi ai centri sportivi. Di questo siamo consapevoli. Io credo che lo sport meriti attenzione perché non è solo allenamento fisico, ma anche luogo di valori, condivisione, educazione, impegno oltre che un grande indotto economico e anche motore di tantissime attività collaterali e in alcuni casi anche attrattore turistico, riflesso utile sul servizio sanitario, spinta educativa e civica sui giovani E’ un settore abituato alle sfide e oggi sta affrontando quella più complicata, alla quale tutti dobbiamo dare il nostro supporto perché si possa raggiungere insieme il traguardo”. 

Giuseppe Melissi, Presidente ASI, Comitato Calabria
"Fondi alla cieca senza analizzare di cosa avesse veramente bisogno il territorio"…

Fondamentale il contributo di ciascuno ed importante in questo senso è stato quello offerto dal Comitato Regionale ASI Calabria, fucina di iniziative descritte dal Presidente, Giuseppe Melissi: ”Dato che la pandemia ci ha travolto in inverno, abbiamo lanciato 'ASI Sport in Casa', creando dei gruppi FB all’interno dei quali abbiamo cercato di soddisfare le richieste che ci pervenivano; abbiamo iniziato lanciando un palinsesto sportivo generico e abbiamo riscontrato un successo pazzesco con 3/400 persone in diretta che si allenavano con i nostri tecnici e quasi 15000 utenti registrati. In seguito abbiamo capito che la gente dopo un periodo di lockdown totale aveva bisogno di tornare ad allenarsi in presenza: da qui è nato “ASI Sport in Piazza” con cui abbiamo allestito diversi villaggi sportivi in tutta la riscuotendo grandi risultati di partecipazione. Oggi lo sport è lavoro non solo per chi lo fa a livello professionistico, ma anche a livello dilettantistico: ci sono tecnici, strutture, consulenti, assistenti un vero e proprio indotto: è un mondo che non può non essere più considerato. Rispetto ai provvedimenti governativi sono perplesso su come è stata gestita specialmente all’inizio la situazione: si sono stanziati fondi un po’ alla cieca, senza andare ad analizzare di fatto quelle che erano le esigenze del territorio, mentre in Calabria l’amministrazione regionale è stata attenta sin da subito. Ci sono stati poi dei lodevoli provvedimenti diretti da parte di ASI verso società e associati”.

Bruno Campanile, Vicepresidente Vicario ASI 
"Fondi alla cieca senza analizzare di cosa avesse veramente bisogno il territorio"

In rappresentanza della struttura nazionale di ASI, è chiamato a intervenire il Vicepresidente Bruno Campanile, che ha accennato, su sollecitazione del moderatore della tavola rotonda, Valentina Fasolato,  anche ai numerosi interventi messi in campo dall’Ente: “Le iniziative intraprese in questo mesi sono andate nella direzione di ascoltare le grida d’allarme che provengono dalla base. Il concetto che è deiventato uno slogan 'lo sport merita rispetto' nasce proprio dalla necessità di richiamare le Istituzioni ad un maggiore ascolto del  mondo sportivo a 360° (organizzatori, lavoratori e praticanti). Perché ci siamo accorti che le istituzioni non avevano veramehte percezione di ciò che c’è dietro all’organizzazione dello sport; di qui lo slogan lo sport merita rispetto: rispetto per la professionalità, la passione, l’entusiasmo. Rispetto per il coraggio di tanti imprenditori che hanno saputo portare avanti le loro attività nonostante le grandi difficoltà".

"Da parte nostra, a sostegno della base abbiamo individuato tra le pieghe di bilancio del 2020 un importo di 100 mila euro che sono stati erogati ai Comitati; in seguito, anche grazie ad una piena collaborazione con Sport e Salute, con cui ci confrontiamo quotidianamente, sono stati individuati altre somme da destinare a 800 voucher di 200 euro cadauno che sono stati emessi a beneficio dei nostri tesserati per lo svolgimento di pratica sportiva nelle nostre società affiliate per un totale di 157 mila euro; altri 157 mila euro sono stati erogati per aiutare le società che avevano dovuto sostenere le spese per l’adeguamento ai protocolli di sicurezza. Abbiamo avviato altri 2 progetti: il primo insieme alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con 400 mila euro per il sostegno delle attività organizzate presso le scuole da parte delle nostre società affiliate; e poi un progetto molto simile a quello dei vaucher con cui abbiamo pensato di sostenere soggetti in condizioni di disagio economico con dei buoni sport, per un importo complessivo di 200 mila euro. Stiamo poi avviando altri progetti che contiamo di comunicare entro la fine dell’anno”.

 

Vuoi rivedere la tavola rotonda? Collegati sul sito di Adnkronos al link https://www.adnkronos.com/AdnkLive/Live_Asi.html

 

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