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29.01.2021

Istituzionale

Consulente Fitness. Lettera aperta. Una pericolosa deriva, dalla situazione emergenziale

Un consulente Fitness riferisce la propria esperienza e racconta, dall’interno, la crisi che sta vivendo il comparto e quanto questa stia incidendo sul rapporto con chi si avvicina alla pratica sportiva. Con grave danno per il benessere complessivo della popolazione oggi sempre più inattiva. 
 
Stiamo affrontando un periodo difficile, non solo sotto un punto di vista economico (generato anche dall’operato umano), ma soprattutto per la tragedia che ogni persona vive con se stessa vedendosi negati, oltre che la libertà, la possibilità di generare valore attraverso la propria azienda.
Chi fa impresa nel mondo dello sport e soprattutto chi incentra la propria vita in questo settore, non solo rischia di esporsi, suo malgrado, a un rischio di fallimento ma, compromette anche le proprie ambizioni e la propria identità.
 
Ma cosa sta cambiando alla luce dell’emergenza che stiamo vivendo? 
Tante persone sono state indotte a pensare che i centri sportivi siano veicolo di contagio e che lo sport di base (poiché sport di Serie A, il cosiddetto agonistico, sembra non essere 'esposto' al virus) non sia oggi così strettamente necessario per il miglioramento della salute e della qualità di vita, nonostante il mondo scientifico e dati conclamati dimostrino il contrario. Il messaggio che è passato, ha generato distanza tra noi operatori e le persone. 
Trovo necessario sottolineare che ogni persona messa in condizione di costruire il proprio benessere individuale riesce ad esprimere il suo potenziale generando anche valore economico.
Ritengo, infatti, che azienda e persona non siano due entità diverse; specialmente nel mondo sportivo le vere aziende e i veri professionisti   includono tanti aspetti personali e quelli che hanno successo, sono principalmente concentrati ad ascoltare e a soddisfare le esigenze delle persone, con l‘intento di migliorarne la condizione fisica e trasformare la loro vita.

Inoltre, in Italia, già prima di questa pandemia, quanti praticavano regolarmente attività sportiva rappresentavano circa il 30% del totale. Oggi mi capita spesso di parlare con persone che hanno perso la motivazione ad allenarsi. E’ chiaro quindi quanto la relazione, lo stimolo nell’allenamento che l’istruttore o il professionista riuscivano a trasmettere durante la sessione, sia fondamentale per alimentare la costanza.
 
I centri sportivi sono sempre stati luoghi ideali per valorizzare principi sani legati all’attività fisica. 
Tutti noi siamo nati per MUOVERCI, RELAZIONARCI, OTTENERE RISULTATI, COSTRUIRE RAPPORTI E PROGREDIRE. Trovo che sia stato un grave errore, da parte dei nostri governanti, immobilizzarci, allontanarci, destabilizzarci.  Accrescere confusione e dubbi sul futuro senza prendere in considerazione il grave danno arrecato non solo al comparto sportivo ma soprattutto all’integrità della PERSONA.
Sono convinta che la risposta da parte di noi operatori a questo subdolo messaggio, sia quello di dimostrare ancor di più fermezza e determinazione nel riconquistare la fiducia delle persone, pur mantenendo le dovute distanze di sicurezza per combattere questo orrendo virus. La nostra presenza e vicinanza la faremo sentire comprendendo i problemi di ieri e le paure di oggi trasferendo non solo competenza, ma i presupposti di una vita migliore, soprattutto dal punto di vista   della salute.
 
Da consulente ho trovato necessario, negli anni, sviluppare più competenze nel conoscere e riconoscere tutti quegli atteggiamenti e comportamenti che caratterizzano le diverse personalità fondamentali di chi si avvicina all’attività sportiva. Per costruire rapporti veri e autentici valorizzando la relazione. 
 
Il consulente vive di relazioni per poter operare e per essere professionale, oltre alle competenze tecniche, deve acquisire necessariamente quelle sociali; è per questo che ho inserito nel percorso  un protocollo formativo strutturato su base scientifica, che ha l’obiettivo di dare strumenti necessari alla comprensione di tutti quei comportamenti e atteggiamenti che non sappiamo gestire e riconoscere, riducendo l’efficacia delle nostre azioni ostacolando quel processo che mira a generare valore.

Essere sempre più esperti e professionali sarà la base per credere nella ripartenza e dare una risposta concreta al messaggio che la collettività sta ricevendo. Figlio, anche, di incompetenza.
Il nostro mondo, la nostra professionalità, i valori che riceviamo dal mondo sportivo e che trasmettiamo con il nostro lavoro deve emergere, soprattutto in questo periodo emergenziale. NOI SIAMO PROFESSIONISTI e gli intenti che si celano dietro l’operato di ogni singolo membro di questo settore meritano riconoscenza. Il contributo positivo che siamo in grado di dare ad ogni singola persona era, è e rimarrà indispensabile poiché non c’è dubbio che, con noi, nessuno rimarrà indietro: produciamo risultati e benefici con azioni concrete per il benessere delle persone. Noi siamo la SOLUZIONE, non certo il PROBLEMA.

[  Chiara Valentini  ]
Consulente Fitness
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