Quella piscina nel cuore di Secondigliano...

03 Giu 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

È un personaggio da scoprire il nuovo Responsabile Nuoto ASI della Campania.
Da dove partire? Impresa non facile...
Dalle sue maratone in acque libere? Nella sua passione per il Gran Fondo racconta di aver nuotato nel Nilo, da Alehan a Zamalec con gli ultimi quattro chilometri controcorrente o in Canada nel lago di Saint-Jean a 72 gradi Farenhait, quindici gradi centrigradi, con la testa rigorosamente fuori dal pelo dell’acqua, e non potrebbe essere altrimenti. 
O vogliamo iniziare dalla sua carriera in Azzurro, da una storia di lungo corso con il Centro Nazionale Sportivo Fiamma prima e ASI poi o dalla gestione di una piscina comunale a Secondigliano – a settembre, il ventennale - insegnando sport in un territorio difficile?
O piuttosto della sua seconda vita in Brasile a Belo Horizonte, istruttore di Nuoto in terra carioca? O, infine, di quei quindici cani con i quali divide casa e tempo libero?

Stiamo parlando di Lucio Mezzadri, figlio d’arte. Partiamo da lontano, dunque: il papà era allenatore alla Rari Nantes. In un derby tra circoli storici cittadini, Lucio è divenuto una bandiera della Canottieri Napoli di Fritz Dennerlein.
 


Anni '60. Sta nascendo la grande Canottieri Napoli di Fritz Dennerlein, in piedi a destra, vestito di bianco. Lucio Mezzadri è il terzo a sinistra)

Il Canottieri è uno dei più prestigiosi e blasonati circoli nautici italiani. Fondato nel 1914, affaccia sul Golfo di Napoli, in una delle baie più belle della città. Tanti i suoi campioni e l’ultimo Olimpionico, in ordine di tempo, è stato Massimiliano Rosolino. 

Mezzadri, è insegnante di educazione fisica, Nazionale di Nuoto nei 4, 8 e 1500, si è cimentato anche nella traversata a nuoto Capri-Napoli che è una gara internazionale ufficiale su una distanza di 36 Km in linea d’aria e, sino al 1992, ha assegnato su gara unica il titolo di campione del mondo delle maratone acquatiche. Per la sua difficoltà e per le celebri sfide in mare questa manifestazione è tra le più conosciute e celebrate al mondo. Per Mezzadri, un pezzo di cuore 'giocando in casa'.

E' stato carabiniere, decimo battaglione, e con il gruppo sportivo dell’Arma, è stato anche Campione Europeo a squadre. Nella gestione di quella piscina, a Secondigliano, con i giovani del quartiere e della vicina Scampia, ha sempre tenuto presente valori a lui sacri: “Il mio compito è quello di trasmettere a mia volta quei valori in osmosi con la famiglia e la scuola. Legati alla sana aggregazione, a lottare per raggiungere un traguardo, a vincere rispettando l’avversario e all'importanza delle Istituzioni e della bandiera. Non a caso quando, a fine stagione, si consuma il rito delle premiazioni, rappresentanti civici e delle Forze dell’Ordine sono sempre presenti ed è per me una grande soddisfazione vedere tanti ragazzini che, nella propria stanza, hanno la foto di quel momento, di quel diploma dato dalla mano spesso di un carabinere. Viviamo in un territorio difficile, inutile nasconderlo. Dove i ragazzini convivono con la frase ‘Statt accort e guardie’. Per me anche solo salvare dalla strada un ragazzo su dieci è una grande vittoria”

(Lucio Mezzadri prima di una premiazione)

Della sua piscina, denominata Aquila Nuoto, Mezzadri parla come di una casa nella quale abita una famiglia numerosa: “Sentimento corrisposto dai ragazzini che studiano sport con noi e dalle famiglie. Qui c’è tanta brava gente”, spiega con orgogliosa tenerezza. 
Ma questa piscina ha anche altri sfondi sociali: “Al mattino lo spazio d’acqua è aperto a ragazzi disabili, a chi ha malattie scifotiche”
Per poter riapre la piscina l’organizzazione ha dovuto adeguare l’attività alle linee guida: distanza, numero persone in vasca per metri cubi, divisori docce e asciugacapelli, metri cubi in acqua… “Ma questo non ha fermato l’entusiasmo della gente, per fortuna”





Nel… tempo libero Mezzadri si occupa di cani. E’ Presidente dell'Associazione Difesa Cani Randagi di Napoli. Anche questa passione parte da lontano: “Da quando studiavo in collegio: al campetto di calcio c’erano sempre alcuni cani con i quali abbiamo imparato a convivere. 
Da adulto avevo una casa al Vomero e, come me, anche 4 barboncini. Mi trasferii al Lago Patria acquistando una casa con un un giardino. In quella zona c’erano tanti cani abbandonati e cominciai ad occuparmi di loro. Ho poi affittato un terreno che è divenuto un rifugio oggi per 120 animali. Tante le spese, tanto tempo sottratto ma il loro sguardo ripaga di tutto”

[  Fabio Argentini  ]