Osservatorio sulla Promozione Sportiva: centralità della formazione e della componente femminile

04 Ott 2018 | Comunicazione ASI
Istituzionale

Promozione sportiva: oltre il 76 % dei dirigenti e tecnici ha partecipato nell’ultimo anno ad un’attività formativa; 1 dirigente su 3 è donna; 1 italiano su 2 che pratica sport lo fa con gli EPS

Questo il ritratto che emerge dal terzo bollettino dell’Osservatorio sulla Promozione Sportiva costituito da 6 Enti di Promozione riconosciuti dal CONI: ACSI, AICS, ASI, CSEN CSI e OPES


Roma, 30 settembre - È stato appena pubblicato il terzo bollettino dell’Osservatorio Permanente sulla Promozione Sportiva, soggetto nato dalla volontà degli Enti di Promozione Sportiva ACSI, AICS, ASI, CSEN e CSI di analizzare su basi scientifiche il peso del mondo amatoriale, con la supervisione scientifica del Centro di Ricerche sullo Sport (CeRS) del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma e di SG Plus Ghiretti & Partners. In questa terza uscita, lo studio dei dati forniti dai 5 EPS è stato arricchito grazie alla recente adesione all’Osservatorio di un 6 Ente, l’OPES.

Dall’analisi di quattro indicatori presi in considerazione - attività formative e loro peso economico; incidenza della componente dirigenziale femminile e diffusione regionale del movimento - emerge un ritratto molto interessante.

La promozione sportiva si dimostra un universo sensibile alla necessità di migliorarsi attraverso la condivisione di conoscenze e competenze, capace di attrarre e valorizzare la componente femminile, nonché di coinvolgere nella pratica sportiva un numero sempre crescente di persone.

Vediamo nel dettaglio i quattro indicatori presi in considerazione in questo bollettino e i numeri risultati sia dall’analisi dei dati condivisi dai 6 Enti di Promozione Sportiva facenti parte dell’Osservatorio, sia da una loro proiezione sul totale dei 15 EPS.
 

Analisi della dimensione dell’attività di formazione e della dimensione economica della stessa

Nel corso di un anno i 15 EPS risultano aver organizzato poco meno di 8.000 attività di formazione capaci di chiamare a raccolta oltre 360.000 partecipanti. Considerando che il totale complessivo di dirigenti e tecnici dei 15 Enti è pari a circa 475.000 unità, si evince che il 76% di questi ultimi ha partecipato nell’ultimo anno ad un’attività di formazione.

La rilevanza numerica delle attività formative dimostra quindi come la promozione sportiva non si costringa solamente nell’ambito della performance amatoriale, ma consideri la trasmissione delle competenze e delle conoscenze un valore da coltivare.

L’analisi della bilancia economica relativa al parametro mostra inoltre un dato che permette di capire l’importanza data dagli EPS alla formazione. Nel 2016, infatti, i ricavi derivanti dalla formazione organizzata sono pari a 515.410 €, mentre i costi sono di 1.231.622 €. Questo significa che l’organizzazione di attività formative costa agli EPS il doppio di quello che produce. Se dovessimo dare una valutazione del dato assumendo il punto di vista del profit, potremmo dire che l’attività non è remunerativa. Evidentemente, però, il mondo della promozione sportiva ragiona diversamente e considera la formazione dei quadri e dei tecnici come strategica ai fini della propria crescita, nonché coerente con le ragioni della sua esistenza.

Stato e variazioni del numero di dirigenti di genere femminile operanti all’interno degli Enti di Promozione Sportiva

Considerata la forte componente femminile tra il numero di praticanti sportivi tesserati per gli EPS emersa nei precedenti bollettini, ci siamo poi domandati: qual è “l’incidenza rosa” nel gruppo dirigenti e tecnici dei 15 EPS?

Considerando che il numero dei dirigenti dei 6 Enti aderenti all’Osservatorio rappresenta oltre il 60% del totale degli EPS, facendo una proiezione sui dati raccolti emerge che 1 dirigente su tre è donna. Nel 2016, infatti, la componente femminile è pari a 135.153 su 435.088 dirigenti totali. Un’incidenza, del 31,1%, ben maggiore rispetto a quella registrata nelle FSN e nelle DSA, dove, nonostante il maggior numero di dirigenti, le donne pesano poco meno del 19% del totale.

Questa opposta tendenza tra sport di base e sport di vertice, viene confermata anche nell’analisi del parametro su scala temporale. Dal 2015 al 2017, nel complesso dei 15 EPS abbiamo assistito ad una crescita della rappresentanza femminile del 28,8 %, mentre a livello di Federazioni e Discipline si è verificata una contrazione.

Confermato dunque il volto inclusivo della promozione sportiva e la sua capacità di attirare e trattenere “l’universo rosa”.


Tesserati EPS a livello regionale

Infine, per completare il quadro, l’Osservatorio ha voluto capire quanti sono i tesserati degli Enti di Promozione Sportiva rispetto alla popolazione di ogni Regione e, soprattutto, quale sia l’incidenza dei primi rispetto ai praticanti sportivi continuativi fotografati nella più recente indagine ISTAT.

Dallo studio emerge come i tesserati dei 15 EPS rappresentino il 47,65% del totale dei praticanti continuativi. Questo significa che tra questi ultimi, quasi uno su due è legato ad un Ente di Promozione Sportiva. Ennesima conferma di un dato emerso in precedenza, ovvero la loro estrema capillarità territoriale.