Musica e danza, tra cultura e inclusione

22 Nov 2021 | Redazione web ASI
Sportiva | Danza

Una nuova opera del registra e coreografo Mvula Sungani, direttore artistico di ASI, è andata in scena al Teatro Ristori di Verona nell’ambito della rassegna di danza, interpretata dai ballerini della Mvula Sungani Physical Dance, con l’etoile internazionale Emanuela Bianchini e le musiche del compositore e direttore d’orchestra Erasmo Petringa.
Il pubblico ha accolto con entusiasmo questo nuovo racconto di musica e danza, "Sabir", che parla di integrazione tra popoli e della sua importanza per l’arte e la cultura. Più di mille anni fa i naviganti di molti Paesi dell’area del bacino del Mediterraneo, sentirono la necessità di creare una lingua franca comune - appunto il Sabir - che rendesse possibile e facilitasse gli scambi commerciali.

"Teatro pieno, quindici minuti di applausi finali, un abbraccio che mi mancava da molto, troppo tempo. Il mio Sabir vuole essere volano della cultura delle uguaglianze, dell’integrazione sana, dell’amore lucente per gli altri e per la vita. Emanuela Bianchini, Erasmo Petringa (Violon Cello), Damiano Grifoni, Giulia Francescotti e i ragazzi della mia compagnia con il loro prezioso lavoro hanno reso possibile che il mio messaggio arrivasse forte e chiaro", ha spiegato Mvula Sungani.




Lo spettacolo, prende spunto dalla filosofia inclusiva della lingua Sabir e narra dell’integrazione tra etnie diverse, attraverso quadri che raccontano di immigrati ed emigranti nell’Italia di oggi e quella del Primo Novecento. Quindi, racconto del passato e del presente della nostra nazione, dell’incontro di culture lontane che si sono confrontate, contaminate e arricchite attraverso il tempo.
Le musiche originali del maestro Erasmo Petringa sono eseguite live con strumenti etnici dell’area mediterranea mescolati con suoni elettronici. Il corpo di ballo è composto da tutti tesserati ASI. 
 


(Un momento delle prove)

 
Sabir: la lingua che unisce i popoli



Il Sabir è una lingua nata e utilizzata tra il XI secolo e fino al XIX secolo nei porti del bacino del Mediterraneo per i rapporti di commercio tra i popoli europei, arabi e turchi. Era composta per la maggior parte da termini italiani (con influenze venete e liguri) e spagnoli, con parole di altre lingue come arabo, greco, catalano, sardo, occitano, siciliano e turco. Aveva un sistema grammaticale molto semplificato con un limitato numero di tempi verbali. Il nome Sabir si ritiene possa derivare dal termine catalano “saber” cioè sapere.
 
 

  [  Maria Carla Cecchin  ]