Italiani nel Mondo. Le interviste

12 Set 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

Annualmente ASI assegna dei premi a uomini, donne e soggetti istituzionali che partecipano alla vita dell'Ente e contribuiscono a diffondere lo sport, mostrandone le numerose potenzialità.
Una targa è concessa agli italiani che si sono distinti nelle arti, nello sport e nel sociale al di fuori del nostro Paese. Il Premio 'Italiani nel Mondo' è ormai un riconoscimento tradizionale e ambito in casa ASI.
Sono membri della Commissione giudicante i nostri Sebastiano Campo,  Natalina Ceraso Levati, Vittorio Fanello, Sandro Giorgi, Giuseppe Scianò. 
Il suo Presidente è Gianmaria Italia, Consigliere Nazionale ASI, dirigente di lungo corso che darà vita a degli tu per tu  per conoscere le eccellenze italiane che ASI, nel tempo, ha deciso di premiare. Ecco, il primo appuntamento...

 

Teatrolingua e Luisella Suberni Piccoli.
Una chiacchierata nel Granducato



(...Con il nostro premio)
 
Lussemburgo: una ventina di attori di svariate nazionalità che recitano in lingua italiana per approfondire le proprie conoscenze della lingua e della cultura italiane. Fanno parte di Teatrolingua, una compagnia creata dalla triestina Luisella Suberni Piccoli, insegnante di lingue straniere e regista.

Dal 2004 il gruppo porta in scena opere di noti autori teatrali italiani, trasposizioni originali di opere letterarie nonché opere ideate dalla stessa Suberni Piccoli. Un progetto geniale quanto impegnativo, che esprime tutto quanto è nelle corde di questa donna che ha portato nel Granducato la sua passione per il teatro.
 


(In purgatorio... Dante Alighieri nel Mondo con la piéce 'Va' all'Inferno, Dante!')

Nel maggio 2017 le abbiamo conferito il Premio ASI Italiani nel mondo "per avere, con la propria attività, onorato l’Italia all’estero”; un riconoscimento che è stato da lei molto apprezzato e che ha definito “un tigre nel motore” per il proseguimento della strada intrapresa.

Ma come Le è venuta quest’idea di abbinare l’insegnamento al teatro?
"A Trieste avevo la mia cattedra in un liceo linguistico, ma allo stesso tempo organizzavo degli spettacoli in lingua straniera (tedesco) presso l’Istituto d’Arte drammatica della città. Ho avuto così modo di constatare che il teatro è uno strumento utilissimo per l’apprendimento delle lingue. Senza contare che fare teatro porta inevitabilmente al divertimento, alla coesione e all’amicizia nel gruppo. E aiuta pure a sviluppare la propria personalità, a superare le proprie timidezze…".

Da Trieste al Lussemburgo, come mai?
"Ho seguito mio marito che aveva trovato lavoro qui e l’ho fatto con molti timori, visto che ero innamoratissima della mia città. Ma poi qui a Lussemburgo mi sono trovata benissimo e non ho alcun rimpianto, un sentimento che mi capita di condividere con molti giovani che continuano a emigrare da un’Italia che purtroppo offre sempre meno prospettive".

Un passo importante, vista l’attività che sta svolgendo
"Direi di sì, anche perché sono convinta che qui a Lussemburgo mi si sono presentate molte più opportunità di lavoro e di creazione artistica. Per diversi anni ho insegnato alla formazione professionale delle Istituzioni Europee, constatando con mano l’utilità e la bellezza della nostra UE, ho collaborato con l’Istituto italiano di Cultura che purtroppo è stato chiuso, con l’Ambasciata, con società come la Dante Alighieri o Convivium. Ora sono insegnante presso l’Institut National des Langues, una scuola per adulti che dipende dal Ministero dell’educazione nazionale lussemburghese dove si insegnano 8 lingue e dove si incontrano persone di tutte le nazionalità e di tutte le culture. Ho pure insegnato teatro in lingua italiana all’università di Lussemburgo, ho seguito e dato formazioni in vari luoghi, anche oltre confine ... . Insomma un ambiente molto stimolante!
Dal punto di vista artistico, ho incontrato poi persone ed istituzioni locali che mi hanno sostenuto nella mia attività, per cui è dal 2009 che rappresento i miei spettacoli in uno dei più prestigiosi teatri della città (Abbaye de Neimünster) con un pubblico di circa 500 persone che ci segue ogni anno. E` indubbiamente una bella soddisfazione".

Che autori ha fatto conoscere finora al Suo Teatrolingua?
"Non so se li ricordo tutti … Sergio Tofano (Isola dei pappagalli), Edoardo De Filippo (Occhiali neri), Garinei e Giovannini (Aggiungi un posto a tavola), Pirandello (Cecè, La patente, La giara), Carlo Gozzi (L’amore delle tre melarance), Natalia Ginzburg (Ti ho sposato per allegria) …  E poi, attraverso le mie trasposizioni teatrali, Italo Svevo (La coscienza di Zeno), l’Ariosto (L’Orlando furioso), il Boccaccio (Decameron)… O ancora, attraverso le mie creazioni, il Salgari (Il Capitano e i suoi eroi. Vita, avventure e disavventure di Emilio Salgari), il Goldoni (TuttoGoldoni), Vamba, De Amicis, Collodi (Gian Burrasca, Franti e Pinocchio contro tutti) oppure Dante Alighieri (Va’ all’inferno, Dante!), che abbiamo rappresentato anche a Roma".


(In teatro... Totò e Peppino a Milano)

Roma, quindi spettacoli anche fuori Lussemburgo
"Si, quasi ogni anno, dopo le due rappresentazioni qui nel Granducato, portiamo il nostro spettacolo in Italia o in altri paesi. Finora siamo stati a Trieste, Torino, Reggio-Emilia, Firenze, Venezia, Padova, Roma, Bruxelles, Thionville e Madrid per un festival di teatro in lingua straniera".

Progetti futuri?
"Per il 2021 prevediamo di presentare in marzo una mia creazione che si intitola “Parto anch’io? No, tu no!”, un viaggio attraverso la storia dell’emigrazione nel mondo che intende illustrare come popoli differenti abbiano coabitato e si siano influenzati reciprocamente. Preziosissima è stata in questo caso la collaborazione con il Centre de Documentation sur les Migrations humaines di Dudelange, una cittadina che si trova nel Sud del Lussemburgo e che conserva tutte le memorie legate alla migrazione italiana nel Granducato. Covid permettendo, la porteremo poi in Italia, a Bologna.
In ottobre 2021 è prevista invece la rappresentazione del mio adattamento della Mandragola di Machiavelli.
E per il 2022, anno in cui Esch-sur-Alzette sarà capitale culturale europea, abbiamo il progetto di partecipare alle grandi manifestazioni culturali che verranno organizzate in quell’occasione, proponendo la mia trasposizione teatrale di un romanzo di Jean Portante, “La memoria di una balena”, che parla di tre generazioni di immigrati italiani vissute nel bacino minerario del Sud del Lussemburgo".


Questa la sintesi di quello che è riuscita a creare un’emigrata italiana, Luisella Suberni Piccoli, artefice di una straordinaria promozione della lingua e della cultura italiane sulla scena internazionale.
 
[  Gianmaria Italia  ]
Nella foto di apertura, Sandro Giorgi, memoria storica di ASI, premia Luisella Saberni Piccoli