Dall’hi-tech allo sport, la rinascita del Portello

01 Feb 2015 | Redazione Asi

Quattro i progetti presentati per la riqualificazione, altri due non avrebbero i requisiti. Tra un mese la scelta
 
Il nuovo stadio del Milan? Una cittadella dello sport e del benessere? Un parco tecnologico e musicale? Un polo della ristorazione e del tempo libero? Il futuro del Portello si gioca tra questi quattro progetti. Tra poco più di un mese Milano conoscerà il destino di una porzione importante del territorio della vecchia Fiera. 

Ieri a mezzogiorno sono scaduti i termini per la presentazione dei progetti di riqualificazione dell’area degli ex padiglioni 1 e 2, come aveva stabilito il bando aperto dal «padrone di casa», Fondazione Fiera, che entro marzo valuterà la soluzione migliore, per fattibilità, compatibilità e redditività. Le proposte depositate sono sei, ma due di queste non risponderebbero ai parametri stabiliti nel bando. In lizza rimangono - di fatto - quattro progetti, presentati dalle società Milan e Arup Italia, Prelios, Vitali e Cile-Arcotecnica e Pkf. 

Cosa vorrebbero realizzare sui 48 mila metri quadrati compresi tra viale Scarampo, via Gattamelata e viale Teodorico? Tra le offerte che da lunedì saranno sotto l’esame del Comitato esecutivo di Fondazione Fiera c’è il nuovo stadio di proprietà del Milan, 50 mila posti, con annessi hotel, business center, spazi commerciali, ristoranti, giardini pensili e servizi per il tempo libero. È basata sullo sport anche una seconda offerta, che ipotizza la costruzione del «Portello village», con attività sportive all’aperto e indoor, di nuovo albergo e ristorazione, un centro benessere termale, una clinica medico-sportiva e attività culturali e ricreative. La terza proposta riguarda un parco tecnologico e musicale accompagnato da un hotel e da una struttura sanitaria: non un centro commerciale, bensì un ambito in cui si svolgono attività nel campo delle tecnologie, della musica e anche della bicicletta. Infine c’è il progetto di un’area dedicata alla ricettività (albergo e ristoranti) e ai servizi alla persona e per il tempo libero, con spazi commerciali. Nel caso dello stadio sarebbe necessaria la demolizione totale dei fabbricati attuali, mentre le altre soluzioni permetterebbero interventi edili più leggeri. 

«Con le manifestazioni d’interesse raccolte oggi proseguiamo il processo di riqualificazione del Polo Urbano di Fiera Milano - spiega il presidente di Fondazione Fiera, Benito Benedini - avviato nel 2004 con la cessione a CityLife di due terzi del terreno precedentemente occupato dalla Fiera e con la realizzazione del MiCo, il più grande e moderno centro congressi d’Europa». Ora tutto passa al Comitato esecutivo che nel giro di un mese sceglierà la soluzione più appropriata sulla base dei criteri annunciati nel bando: «Sinergia con l’esistente, innovazione e fruibilità». Il tutto, sottolinea ancora Benedini, «in una logica di tutela degli interessi della Fondazione e di condivisione con le istituzioni competenti», cioè del Comune, con il quale la comunicazione sarà costante. Tuttavia la valutazione non sarà soltanto economica, tiene a precisare il presidente di Fondazione Fiera, «ma terrà conto di come le proposte ricevute potrebbero essere inserite nel contesto esistente».
 

Potrebbe interessarti anche: