Cultura sportiva: dove e come si insegna

15 Gen 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

E’ stato un successo di pubblico e partecipazione il convegno "Cultura sportiva: dove e come si insegna", organizzato dalle associazioni socio culturali ‘Alberto Tixon’ e ‘Maddaloni Donna’.

L’evento, che si è tenuto presso la biblioteca di Maddaloni (CE), è stato un momento di riflessione non solo sullo stato o l’esistenza di una cultura sportiva in Italia, ma anche sulle iniziative da attuare per la creazione e lo sviluppo della tematica.
Ad aprire il convegno è stato il sindaco di Maddaloni Andrea De Filippo. Il primo cittadino si è soffermato sull’importanza per i comuni di dare in gestione gratuita alle società gli impianti sportivi nei pressi degli istituti scolastici. Per il sindaco quest’azione è alla base di qualsiasi opera tesa a diffondere una cultura dello sport. De Filippo ha anche lanciato l’idea che lo Stato debba impegnarsi su questa strada garantendo un palestra per ogni scuola.

Ha preso poi la parola la presidente dell’associazione ‘Maddaloni Donna’ Dora Olivieri la quale ha dichiarato che per cultura sportiva si debba intendere anche quella basata sui modelli incarnati dai grandi sportivi come per esempio Sara Simeoni o Bebe Bio che sono comunque uomini e donne che hanno speso energie mentali e fisiche per arrivare a grandi traguardi.
E’ intervenuto poi Giovanni Bocciero, presidente dell’associazione ‘Alberto Tixon’. Bocciero si è soffermato su quelli che sono gli aspetti valoriali della cultura sportiva che come la cultura in generale ha la facoltà di migliorare l’essere umano. “Da qui la necessità di insegnare questa serie di valori anche a scuola – ha dichiarato Bocciero – facendo davvero educazione fisica. Al momento nelle scuole non vengono diffusi i valori del sacrificio e del rispetto, ma viene semplicemente dato un pallone  per giocare e passare quell’ora della giornata”. “Lo sport – ha continuato il presidente – deve smetterla al contempo di idolatrare gli sportivi che molto spesso sono coloro che assumono comportamenti non consoni a quella che si intende come cultura sportiva”.

Ultimo ad intervenire è stato il senatore Claudio Barbaro, presidente di ASI, membro del Coni ed ottimo conoscitore del mondo sportivo italiano. Per il senatore in Italia non esiste una cultura sportiva, esiste invece una cultura del successo. Si mette in stretto collegamento il successo con la cultura sportiva che è una cosa totalmente diversa. Da qui Barbaro è passato a fare la differenza tra sport organizzato e quindi agonistico da quello non organizzato, ovvero quello semplicemente concepito come attività fisica. Il primo dovrebbe essere appannaggio del Coni, mentre il secondo dello Stato con un ministero strutturato.
Per il senatore quindi è lo Stato che deve impegnarsi per garantire l’accesso allo sport a tutti i cittadini perché può essere utile anche a diminuire le spese sanitarie annuali perché fare sport fa bene alla salute. Dopo i relatori ci sono stati diversi interventi da parte del pubblico tra cui quello del pugile di Marcianise Angelo Musone medaglia di bronzo alle olimpiadi di Los Angeles 1984.
A conclusione dell’evento è avvenuta la consegna del ‘Premio Cultura Sportiva – Pasquale De Filippo’ che è stato consegnato al dott. Claudio Briganti, medico sportivo maddalonese che ha ricordato l’amore e la passione che Pasquale De Filippo aveva per la pallacanestro, un amore viscerale che lo spingeva a fare tutto pur di migliorare i propri ragazzi. “E’ stata la passione per lo sport – ha dichiarato Giovanni Bocciero – che ci ha spinto ad intitolare questo premio a Pasquale De Filippo. Pasquale più volte disse di voler veder i propri giocatori continuare ad esprimersi sul campo nel corso degli anni al di là di quello che erano i risultati. L’importante era sudare e fare sport. Questo secondo me esprime tutto l’amore di Pasquale per la sua squadra e per il mondo sportivo in generale”.

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