Corsa del Ricordo. Emozioni, tra storia e sport

10 Feb 2019 | Redazione web ASI
Sportiva | Corse su strada

Oltre mille atleti al via nella gara organizzata da ASI per commemorare i caduti delle Foibe e ricordare l'esodo delle popolazioni Giuliano-Dalmate. Presenti autorità politiche e dello sport per le commemorazioni post gara nel Giorno del Ricordo.
A vincere, il polacco Nordwing e l'ucraina Yaremchuk


Elsa Bonivento e Aldo Grandi. Due nomi, sconosciuti ai più. Due nomi tra quelli di trecentocinquantamila esuli cacciati dalle proprie terre. Venivano da Pola e da Zara, oggi sono anziani e hanno fatto emozionare atleti e non nel momento più intenso di questa sesta edizione della Corsa del Ricordo, vinta dal polacco Nordwing e l’ucraina Yaremchuk. 
Al termine della gara, una delegazione ha portato una corona di fiori ai piedi del monumento che, in Piazza dei Giuliani e Dalmati, ricorda l’esodo. Insieme ad Elsa Bonivento e Aldo Grandi, hanno sfilato due ragazze di sedici anni (Lucrezia e Priscilla Schurzel) e un uomo, Gianclaudio De Angelini giovane figlio, tanti anni fa, di esuli. Tre generazioni, insieme, a ricordare come una storia da tutti “gli altri” dimenticata sia dalla comunità viva e perpetuata, di padre in figlio...

Nella delegazione c’erano anche i rappresentanti delle associazioni: Marino Micich, Donatella Schurzel e Carla Cace. Pochi metri, dalla chiesa, punto di partenza, al monumento, nel silenzio assordante e rispettoso dei presenti. Lì, attendeva il picchetto dei paracadutisti-atleti guidati da Nicola Trusiani e Federico Capasso e la tromba di un bersagliere, Emanuele Feliciani, pronto a suonare il silenzio, alla presenza degli organizzatori della corsa, Claudio Barbaro Presidente ASI Nazionale e Roberto Cipolletti Presidente di ASI Lazio.
 
È stato un momento di grande raccoglimento ed emozione, come quello scandito dall’Inno d'Italia che ha dato il via alla VI Edizione della Corsa del Ricordo che ha commemorato, nelle strade del Quartiere Giuliano Dalmata, le vittime delle Foibe e l’esodo forzato degli italiani negli anni tragici post Seconda Guerra Mondiale. La gara, che quest’anno si è corsa proprio nel Giorno del Ricordo, ha dunque risposto appieno alle aspettative di ASI, l’Ente che ha promosso ed organizzato l’evento, delle Associazioni e delle famiglie di coloro che lasciarono la propria casa e che oggi più che mai vogliono che la memoria non si spenga.
 
La corsa
Tanta, tantissima partecipazione, con oltre 1000 al via, fra gara competitiva e non, in rappresentanza dei più importanti gruppi sportivi di Roma e di società provenienti da tutta Italia. A far da ala agli atleti lungo il percorso tantissima gente che ha voluto partecipare insieme ai protagonisti a questa particolare giornata che va ben oltre gli aspetti meramente sportivi.
Dal punto di vista tecnico la manifestazione è stata onorata dalla presenza di atleti di livello internazionale che dato hanno lustro alla gara dandosi battaglia sui 10 chilometri disegnati sull’impegnativo percorso che ha attraversato le strade del Laurentino, percorrendo anche l’interno della Città Militare della Cecchignola. Fra gli uomini sin dalle prime battute è stato un terzetto a prendere il comando della corsa. È stato un testa a testa fra il polacco Rafal Nordwing, l’eritreo Amaniel Freedom e l’etiope Biniyam Adugna che hanno fatto il vuoto alle loro spalle per giocarsi negli ultimi chilometri la vittoria finale. Lo scatto decisivo di Nordwing, intorno al nono chilometro in prossimità della salita che precede l’arrivo, gli ha consentito di prendere un leggero margine di vantaggio sui due irriducibili avversari i quali si sono dovuti arrendere ed accontentarsi delle piazze che valgono il podio. 32.05 il tempo del vincitore.
Fra le donne il successo è andata alla favorita della vigilia, Sofiya Yaremchuk, già vincitrice della passata edizione. L’atleta ucraina ha fatto corsa solitaria staccando di quasi due minuti l’ottima Camille Chenaux, l’atleta italo-svizzera piazzatasi al posto d’onore. Terzo posto per Sara Carnicelli compagna di squadra della Chenaux.
Al fianco dei podisti un nutrito gruppo di marciatori, oltre 60 fra uomini e donne, hanno preso parte, sui 3 chilometri del percorso della non competitiva,  al Trofeo Tokyo 1964 dando vita ad una gara nella gara che ogni anno cresce dal punto di vista della partecipazione e della qualità degli atleti. Fra gli uomini il primo a tagliare il traguardo è stato Daniele Dalcon davanti a Carlo Capitani mentre fra le donne un tandem della Liberatletica Daniela Ricciutelli e Melania Aurizzi hanno fatto la gara in testa classificandosi nell’ordine.
Fra i premiati gli organizzatori hanno voluto dare un particolare riconoscimento all’atleta più giovane, Geremia Taino di 16 anni, e al più anziano, Enrico Mariotti che ha festeggiato le 85 primavere.
 
Tante le autorità presenti
Tantissime le autorità presenti: Daniele Frongia, Assessore allo Sport di Roma Capitale; Roberto Tavani, in rappresentanza della Presidenza della Regione Lazio della quale erano presenti anche i Consiglieri Fabrizio Ghera, Antonello Aurigemma e Chiara Colosimo; Fabio Martelli, Presidente di FIDAL Lazio; Riccardo Viola, Presidente del CONI Lazio; i Senatori Claudio Barbaro Presidente di ASI e Maurizio Gasparri; il Deputato Maria Tripodi; il Consigliere Comunale Maurizio Politi; Marco Cerisola, Presidente del Consiglio Municipale Roma IX; Flavia Cerquoni, Consigliere del Municipio VII. E poi, Roberto Cipolletti, Presidente di ASI Lazio, Andrea Roberti Giunta Esecutiva ASI, Sandro Giorgi, Responsabile Nazionale ASI Atletica; oltre ad Alessandro Cochi, Delegato alle Politiche Sportive di Roma Capitale, in carica nel periodo in cui nacque la corsa.
Presenti, inoltre, in rappresentanza delle Associazioni degli Esuli, tra gli altri, Donatella Schurtzel (Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia), Carla Cace (Associazione Nazionale Dalmata) e Marino Micich (Società di Studi Fiumani). 
 
 

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