Coronavirus. L'esperienza della Toscana. "Occorre aumentare le risorse destinate alle strutture e ai collaboratori sportivi. Lo sport riparta da loro"

02 Giu 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

"Ci siamo trovati tutti in una situazione straordinaria nella quale chi poteva fare qualcosa si è fatto avanti. Penso ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario, ma penso anche alla presenza e all’incoraggiamento costante del settore sportivo".
 
 

In viaggio nelle realtà regionali. Grazie alle testimonianze dei nostri Presidenti. Tredicesimo appuntamento, con la Toscana, dopo l'esperienza di: 

Veneto
Lombardia
Piemonte
Liguria
Trentino-Alto Adige

- Friuli-Venezia Giulia
- Emilia Romagna
Valle D'Aosta

Lazio
Marche
Umbria
- Puglia

 



TOSCANA
Luca Mattonai

 
In Toscana i guariti crescono e raggiungono quota 7.977 (il 78,9% dei casi totali). Si riducono ancora le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid. A inizio giugno si tocca il punto più basso dal 9 marzo 2020 per le terapie intensive e per i ricoveri totali. La foto della situazione in Toscana si avvia ad avere contorni definitivi. Ora inizia la battaglia per ricostruire dalle macerie.
Ne abbiamo parlato con Luca Mattonai, Presidente del Comitato ASI della Toscana, membro del Consiglio Nazionale e parte attiva nel team di avvocati e fiscalisti che hanno contribuito a tenere viva la comunicazione del nostro Ente alla periferia in questo periodo emergenziale.

 
 
Coronavirus. I numeri della Toscana

Totale casi registrati: 10.107
Totale guariti: 7.977
Totale deceduti: 1.048
La Toscana si conferma al 10° posto in Italia come numerosità di casi, con circa 271 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 386 x100.000). 
 
 
 
Picco registrato tra fine marzo e inizio di aprile
 
Le province di notifica con il tasso più alto sono Massa Carrara con 538 casi x100.000 abitanti, Lucca con 351, Firenze con 343, la più bassa Siena con 164. Sono 1.048 i deceduti dall’inizio dell’epidemia. Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 28,1 x100.000 residenti contro il 55,4 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (77,0 x100.000), Firenze (38,2 x100.000) e Lucca (34,8 x100.000), il più basso a Grosseto (10,4 x100.000).
 

 
 
DECESSI. l’87,5% dei decessi ha riguardato la popolazione ≥ 70 anni. La letalità, espressa dal numero dei decessi sul totale dei casi positivi, è del 32,3% dopo i 90 anni, del 30,8% tra gli 80 e gli 89 anni, e del 16,7% tra i 70 e i 79 anni, mentre è del 5,6% nella fascia 60-69 anni e dell’1,9% nella fascia 50-59 anni. Sono infine nove le persone decedute di età compresa tra i 20 e i 49 anni. L’analisi per genere conferma un maggiore letalità per il genere maschile: la letalità dei maschi è quasi doppia rispetto alle femmine (12,6% nei maschi e 7,4% nelle femmine). Le donne decedute per COVID-19 hanno un’età al decesso più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 86 - uomini 81). la letalità dei maschi è quasi doppia rispetto alle
femmine (13% nei maschi e 7,8% nelle femmine). Le donne decedute per COVID-19 hanno un’età al decesso più alta rispetto agli uomini (età mediane: donne 86 - uomini 81).
Risultano cinque operatori sanitari deceduti per COVID-19. La letalità in Toscana risulta come anticipato del 10,2%, dato sensibilmente inferiore al valore medio nazionale del 13,7%.
 


Mattonai, quale è stata la risposta del Servizio Sanitario toscano?
"Giudizio positivo. Dopo un'iniziale insicurezza ha messo in campo una serie di iniziative sollecitate a vari livelli. Con la campagna di di prevenzione Covid-19, la Regione Toscana ha acquistato 10 milioni di mascherine distribuite gratuitamente e raggiunto un accordo per screening sierologici con privati per test a 400mila persone. 
E' stato messo in campo un piano di straordinario che ha permesso l’assunzione di oltre 2.500 professionisti sanitari tra medici, infermieri, OSS, tecnici sanitari e di laboratorio, assistenti sanitari. 
C'è stato un piano di implementazione di posti letto, nel pubblico (e nel privato tramite apposite convenzioni). E anche delle terapie intensive (che già erano aumentate del 30% negli ultimi 15 anni, passando da 347 a 447 unità): sono stati predisposti 280 posti in più per un investimento totale di 16 milioni di euro. Una dotazione che resterà a disposizione della sanità toscana anche dopo l’emergenza sanitaria per il Covid-19. I
Prima in Italia a partire, la Regione Toscana ha iniziato a stipulare convenzioni per l'istituzione di “alberghi sanitari”, distribuiti su tutto il territorio, nei quali sarà garantita idonea sorveglianza infermieristica e medica per i pazienti COVID – 19.
E sono altresì state istituite unità speciali di medici per la gestione dell'assistenza a domicilio dei pazienti"


La Toscana è stata protagonista anche nella ricerca
"C'è stato uno studio sperimentale della Regione Toscana per utilizzo plasma iperimmune di pazienti guariti: altre Regioni italiane hanno aderito allo studio toscano (Lazio, Campania, Marche e Umbria)".
 
Ed anche uno snellimento burocratico a livello sanitario
"Ricette elettroniche via sms per tutte le categorie di farmaci per ridurre al massimo gli spostamenti negli ambulatori. La Toscana è la prima Regione in Italia ad aver introdotto l’invio della ricetta dematerializzata via sms sul cellulare dei pazienti, e aver esteso il servizio anche ai medici specialisti (per un totale di 450.000 ricette). Dal 4 aprile 2020 la Regione ha esteso inoltre la possibilità di inviare per sms le cosiddette ricette rosse, ovvero le ricette relative a tutte le categorie di farmaci destinati prevalentemente a pazienti affetti da patologie (antidiabetici, ematologici, anticoagulanti, farmaci per la bpco) oppure tutti i farmaci erogati dalle farmacie nel canale della distribuzione per conto (come le eparine, gli antipsicotici, i neurolettici, gli anti-parkinson, gli anti-alzhemeier e gli antirigetto, nonché l’ossigeno gassoso terapeutico).
La Regione ha sviluppato una App per raccogliere le informazioni necessarie a uno studio per capire la sieroprevalenza sul territorio. Questa App, che si chiama #acasainsalute, consente di inserire informazioni anamnestiche da eventuale contatto Covid-19 (informazioni sul luogo di lavoro e sul ruolo ricoperto dalla persone oggetto di test). I dati vengono raccolti in maniera anonima e trattati nel più assoluto rispetto della privacy. La App non viene utilizzata dalla popolazione, ma solo dagli operatori pubblici e privati".

 
Un suo giudizio sulla risposta del nostro Paese all’emergenza
"Dopo un’iniziale e comprensibile reazione di paura, come possono essere stati gli spostamenti di massa al Sud, penso che la popolazione abbia reagito con grande positività e intraprendenza senza dare troppo spazio alle polemiche. Ci siamo trovati tutti in una situazione straordinaria e quasi surreale nella quale chi poteva fare qualcosa si è fatto avanti. Penso ai medici, agli infermieri e a tutto il personale sanitario, ma penso alla presenza e all’incoraggiamento costante del settore sportivo che ha riempito le giornate del lockdown con dirette online promuovendo la pratica sportiva. In quanto professionista penso anche a tutte le attività di servizi o produttive che hanno anteposto il bisogno di dare delle risposte a tutto il resto".
 
Sugli interventi del Governo?
"Ci sono stati molti ritardi e il settore sportivo, soprattutto quello dilettantistico, è stato tra i più colpiti. Auspico che tutto questo mondo, così importante per il benessere e la prevenzione della nostra popolazione o ricada in un livello di importanza marginale perché lo sport influisce positivamente sull’aggregazione sociale, sulla prevenzione alla salute, sul contrasto al disagio giovanile e sull’educazione ad una corretta attività motoria".
 

E’ stato giusto 'chiudere' lo sport? 
"Sicuramente questa pandemia a trovato tutti impreparati, ma a volte si è avuto la sensazione che fosse più facile proibire che regolamentare, con provvedimenti che hanno lasciato basiti vedi la possibilità di correre per conto proprio ma l’impossibilità di essere assistitii, con le dovute cautele, ad esempio da un allenatore".
 
Anche la Toscana ha visto lo stop di numerosi eventi sportivi...
"Come ASI Toscana abbiamo rilevato l’annullamento di numerosi eventi dai saggi di danza, ai tornei di tennis, o le gare di nuovo. La federazione dello Spinning ha annullato il secondo evento nazionale più importante, in programma a Tirrenia.  
Sul piano della formazione sono saltati tutti i corsi per il tesserino tecnico, il consueto corso di aggiornamento per le ASD e SSD incentrato sui contratti e le collaborazioni sportive.
Per il settore del Fitness è stata annullata la programmazione del Meeting Fitness". 

 
Una crisi forte anche a livello di impiantistica
"La Toscana è anche una rete di impianti sportivi in grado di offrire una articolata gamma di opportunità ludico-sportive, e la presenza di territori a vocazione turistico-sportiva è in grado di fornire un'offerta turistica di qualità, che ha visto nell’avvio della stagione un blocco totale. Speriamo che con metà giugno si cominci anche a rivedere l’arrivo di turisti-sportivi stranieri.
Le strutture sportive in Toscana rappresentano un motore per l'attività motoria. Governo e Regione devono investire su di loro affinche questa crisi epidemiologica non porti alla chiusura di tante realtà". 

 
Lo sport oggi in Toscana. Situazione e numeri della crisi
"Al momento è presto per avere dei dati ufficiali, il nostro Comitato sta iniziando a fare delle stime, per dare dei riferimenti nel caso di un centro medio-grande che ha incassi per 1.000.000 di Euro si stima una perdita di ricavi di circa 200.000 € riferita ai 2 mesi e mezzo di chiusura, a cui andranno sommate le perdite dovute alle limitazioni per garantire la sicurezza. La stima di queste ultime sarà disponibile una volta consolidati i dati a seguito delle riaperture.
Nel caso opposto di una palestra di piccole dimensioni, rimasta chiusa per 78 giorni, la perdita stimata è di 40.000 euro".

 
Lo sport in Toscana. Una foto della realtà regionale prima del Covid
"Il settore sportivo dilettantistico in Toscana interessa oltre 320.000 atleti tesserati nelle FSN e EPS, oltre 87.000 operatori, tecnici e dirigenti sportivi e 7.186 società e associazioni sportive dilettantistiche.
Lo sport più praticato in Toscana con 83.863 atleti, è il Calcio. Al secondo posto si posiziona il Tennis con oltre 27 mila atleti (8,8%), segue in terza posizione la Pallavolo con oltre 24 mila atleti (7,8%). A seguire la Pallacanestro (7%) e l’Atletica leggera (5%). Queste prime cinque federazioni insieme costituiscono oltre la metà del tesseramento regionale degli atleti, mentre le prime dodici hanno un’incidenza del 78,5%".

 
Come si esce dalla crisi?          
"Con favore è da accogliere il Decreto Rilancio che è intervenuto nell’istituzione dei Voucher per lo sport e della riduzione dei canoni di locazione anche tra privati.  
E’ necessario l’intervento del legislatore che di fronte ad un amministratore di un ente che mette in atto i protocolli previste per le attività sportive si veda tutelato di fronte a responsabilità in caso di eventuale richiesta danni ove vi possa presentare un caso di contagio.

Occorre aumentare le risorse destinate per i collaboratori sportivi che sono il vero patrimonio di ogni attività sportiva; pensare alla detraibilità degli importi in parte o totalmente, delle quote pagate da chi fa attività sportiva indistintamente dall’età di questo; stensione dell’orario di apertura, mettere a disposizione spazi all’aperto da parte delle amministrazioni pubbliche; analisi e rielaborazione del progetto imprenditoriale o di gestione, per ridurre il rischio e l’esposizione".  

L’attività del Comitato della Toscana oggi...    
"Nel periodo emergenziale il nostro comitato ha intensificato le comunicazioni di tipo informativo attraverso newsletter, dirette Facebook e webinar. 
Abbiamo inoltre istituito uno sportello smart per:
  • Supportare collaboratori sportivi nella redazione delle richieste di indennità di 600€;
  • Supportare le asd e ssd nella gestione delle richieste di rimborso degli abbonamenti da parte dei fruitori;
  • Supportare le asd e ssd nella richiesta di finanziamenti ad istituti di credito e Credito Sportivo;
  • Supportare le asd e ssd nelle richieste di riduzione del canone di affitto oltre alla richiesta del credito di imposta.
Ci siamo occupati di fornire delle soluzioni per la sanificazione e la sicurezza dei centri in vista delle riaperture, in ottemperanza alle linee guida proposte dalle diverse federazioni".
 
ASI Nazionale è stata in prima fila nella comunicazione ai suoi associati    
"L'Ente si è mosso da subito informando la periferia su norme e decreti che via via si rincorrevano in questo periodo di emergenza. Anche lo sportello composto da tecnici, fiscalisti e avvocati, ha avuto il merito di non lasciare sola la nostra base".
 
[  Fabio Argentini  ]




"Essendo la nostra una famiglia composta da sportivi, sono sicuro che troveremo insieme la forza di superare tutti gli ostacoli e arrivare anche questa volta al traguardo".