Campioni. Giuliano-Dalmati

27 Gen 2020 | Redazione web ASI
Sportiva | Corsa su strada

Aspettando la Corsa del Ricordo...
 

“Mi hanno cacciato di casa quando avevo tredici anni. Nel paese dove sono nato le uniche scritte ancora in italiano sono al cimitero. A parlare la mia lingua è rimasto qualche vecchio pescatore giù al porto, Ogni tanto ci ritorno per portare i fiori sulla tomba dei miei cari”Nino Benvenuti
 


La Asd Atletica ASI Roma organizza, domenica 9 febbraio, in collaborazione con il Comitato Regionale e Provinciale di Roma dell’ASI, la settima edizione della Corsa del Ricordo, gara nazionale di corsa su strada di km.10 in ricordo dell'esodo Giuliano-Dalmata, del dramma delle Foibe e nata per non dimenticare una pagina di storia per anni caduta nell'oblio.
Verrà effettuata anche una gara non competitiva di 3 km. Si svolgerà inoltre una gara di marcia di 3 km denominata “5a Trofeo Tokyo 60”. La gara è valida come Campionato Regionale ASI di corsa su strada, per solo i tesserati ASI per l’anno in corso. Conferenza stampa il 4 febbraio a Roma, presso la Sala Giunta del CONI, ore 11:30. Le precedenti edizioni avevano visto la presenza anche di campioni del passato uniti dalla comune origine Giuliano-Dalmata. Benvenuti e Pamich, i più assidui.

Raccontiamo, in questo primo appuntamento con la storia, alcuni dei grandi campioni di quelle terre, uomini forti che hanno saputo vincere due volte. 
Campioni sul ring, su una pista di atletica o sulla terra rossa. Ma esuli o figli di esuli. Cacciati dalle proprie terre. Un carro, pochi fagotti e l'esigenza di ricominciare. Anni lunghi decenni, anni difficili senza la propria casa, senza tanti affetti lasciati lungo il percorso. Ricominciare è stato difficile. Migliaia di italiani, con l'Italia che non voleva ricordare in anni di silenzi, pronti a ricominciare. A scalare la montagna della vita. Dopo tanti anni, anche attraverso lo sport, Lo sport è il mezzo più idoneo  per lanciare messaggi di unione e di fratellanza mandando segnali di forte coesione fra i popoli. In ogni periodo storico l'individuo ha percepito un forte bisogno di riconoscimento all'interno dei gruppi, sentendo l'esigenza di essere inserito e di far parte di qualcosa più grande, di interagire e rapportarsi, generando scambi e sviluppando relazioni. Lo sport è la sintesi di tutto ciò, riesce a raccontare storie bellissime, ricche di pathos e di umanità. Gli atleti, attraverso i loro successi e  le loro glorie imprese tramandano ai giovani le emozioni che essi hanno vissuto creando quello spirito di emulazione che permette di poter scrivere altre indelebili pagine. Proprio seguendo questi dettami i campioni esuli o i discendenti di essi, sono riusciti a tenere in vita nella mente delle nuove generazioni le gesta epiche dei loro antenati e a non far mai dimenticare la terribile tragedia vissuta da una popolazione cacciata dalla terra natia e costretta ad abbandonare le proprie radici. I Giuliano-Dalmati, oltre ai ricordi, con lo sport hanno sottolineato, in diverse discipline, la loro determinazione e audacia, e la capacità di non arrendersi mai. Rivendicando fortemente il diritto di essere uomini liberi.
Ecco alcuni dei campioni che hanno scritto pagine di storia, lottando contro un destino avverso. 

 
 
Nino Benvenuti

Giovanni Nino Benvenuti, nato a Isola d’Istria il 26 aprile 1938, terzo di cinque figli, nel secondo dopoguerra riparò frettolosamente a Trieste, ove affrontò, come molti esuli, discriminazione, pregiudizi e indifferenza: la boxe avrebbe costituito la sua occasione di riscatto. Due volte campione europeo nonché medaglia d’oro alle Olimpiadi di Roma 1960, sarà campione mondiale Super Welter prima e Pesi medi in seguito (1967-1970).
“Mi hanno cacciato di casa quando avevo tredici anni. Nel paese dove sono nato le uniche scritte ancora in italiano sono al cimitero. A parlare la mia lingua è rimasto qualche vecchio pescatore giù al porto, Ogni tanto ci ritorno per portare i fiori sulla tomba dei miei cari”.


 
 
 
 
Abdon Pamich

Abdon Pamich è stato uno degli atleti italiani più medagliati nella specialità dei 50 km di marcia ai Giochi olimpici. Vinse la medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Roma nel 1960 e la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo nel 1964. Il 19 novembre 1961 sulla pista dello Stadio Olimpico di Roma ha stabilito il record mondiale dei 50.000 m di marcia (125 giri di pista lunga 400 metri), con il tempo di 4h14'02"4. È stato inoltre il portabandiera del tricolore italiano durante la cerimonia d'apertura delle Olimpiadi di Monaco di Baviera del 1972. Scappato da Fiume nel 1947 insieme a suo fratello per raggiungere il padre. Successivamente, si trasferì ad Udine dove vennero smistati in un campo profughi a Novara. Dopo un anno potettero ritornare dal padre che nel frattempo aveva trovato lavoro a Genova.  Pamich si è sempre impegnato per la conservazione della memoria storica della comunità giuliano-dalmata in Italia e in particolare a Roma, anche come membro della Società di Studi Fiumani.


 
 
 
 
Mario Gabriele Andretti

Andretti è stato uno dei più grandi piloti della storia della Formula 1. Istriano naturalizzato statunitense, nel corso della sua carriera automobilistica ha collezionato 18 pole position e vincere 12 Gran Premi, tra i quali il Gran Premio di Italia, il Gran Premio degli Stati Uniti e il Gran Premio del Giappone. Nato a Montona in Istria, nel 1940, in seguito all'annessione dell'Istria alla Jugoslavia, emigrò ancora bambino con suo fratello gemello Aldo e il resto della famiglia, stabilendosi in un campo profughi di Lucca, città in cui arrivarono in molti dalla provincia di Pola. Nel 1954 l’interesse di Mario alle gare di velocità lo porta a Monza dove vede il grande Ascari competere nel Gran Premio d’Italia. L’anno successivo emigra insieme con la famiglia negli Stati Uniti stabilendosi a Nazareth, in Pennsylvania.


 
 
 
 
Margherita Granbassi

È un'ex fiorettista, campionessa del mondo e medaglia di bronzo Olimpica. Nel 2004 vince i mondiali a squadre e l’anno dopo vince la coppa del mondo della sua specialità.
Nel 2006 arriva la sua affermazione più grande nel campionato mondiale.Nel agosto 2008, alle Olimpiadi di Pechino ha vinto la medaglia di Bronzo  nell’ individuale. Sempre nelle Olimpiadi cinesi vince il bronzo anche nella gara a squadre. Nel 2009 vince l'oro a squadre ai mondiali di Antalya. Margherita è nipote di Mario, lussemburghese, il cui cognome Niederkorn è stato italianizzato in Granbassi. Mario, noto come “Mastro Remo”, fu il più giovane capocronista al Piccolo di Trieste e radiocronista dell’Eiar negli anni Trenta. Lo zio Manlio fu caporedattore al Piccolo, papà Gianfranco è pubblicista. Margherita successivamente intrapreso la carriera giornalistica facendo parte della redazione di Annozero condotta da Michele Santoro.


 
 
 
 
Orlando Sirola

E’ stato uno dei più grandi tennisti italiani. Con Nicola Pietrangeli ha formato il doppio maschile più vincente della storia del nostro tennis vincendo al Roland Garros nel 1959 e raggiungendo la finale di Wimbledon nel 1956. Il doppio Pietrangeli-Sirola detiene tuttora il record mondiale di presenze (42) e di vittorie (34) in coppa Davis. Nel loro palmares i titoli italiani vinti consecutivamente dal 1955 al 1960 e dal 1962 al 1966. Sirola ha avuto anche un'ottima carriera come singolarista. Agli open di Francia, infatti, ha raggiunto la semifinale nel 1960 e gli ottavi di finale nel 1958. Al torneo di Wimbledon raggiunse gli ottavi di finale nel 1959 e nel 1962. Sirola nasce a Fiume nel 1928, dalle quale è costretto a fuggire, insieme alla sua famiglia, dopo che le truppe del Maresciallo Tito occuparono la città. Nel 1951 dopo un lungo periodo trascorso  di un campo profughi a Latina, si trasferì a Milano, dove conobbe, il suo collega e amico, Nicola Pietrangeli.
 

 
 
 
 
Agostino Straulino

Agostino Straulino, velista olimpionico, nato a Lussinpiccolo il 10 ottobre 1914, durante la Seconda guerra mondiale fu tra gli assaltatori del Gruppo Gamma della Decima Flottiglia MAS durante un’incursione a Gibilterra ed in seguito fu comandante della nave scuola della Marina Amerigo Vespucci. Tra i numerosi successi nella vela ha ottenuto una medaglia d'oro all’Olimpiade di Helsinki 1952 - classe star e nella stessa specialità una medaglia d'argento a Melbourne 1956, sempre in coppia con Nicolò Rode, nato a Lussino il primo gennaio 1912 e morto a Verona il 4 maggio 1998. Morto a Roma il 14 dicembre 2004, Straulino fu sepolto nella tomba di famiglia nell’isola quarnerina di Lussinpiccolo: "Sulla mia isola sono venuto al mondo e cresciuto. Là ho capito il mare e il mare mi ha accolto tra i suoi abitanti. Là ho conosciuto il vento e l'ho fatto diventare mio amico".
 

 

 
 
Ottavio Missoni

Nato nel 1921 a Ragusa, nell'allora regno di Jugoslavia, da padre di origine giuliana (l'omo de mar Vittorio Missoni, capitano, figlio di un magistrato) e madre dalmata (Teresa de' Vidovich, di antica e nobile famiglia di Sebenico), si trasferisce all'età di sei anni a Zara, dove trascorre la giovinezza fino al 1941. Nel 1935 veste la maglia azzurra, nella specialità dei 400 metri piani e nei 400 metri ostacoli. In carriera ha conquistato otto titoli nazionali. Dopo il secondo conflitto mondiale parteciperà alle Olimpiadi di Londra, classificandosi al sesto posto nella finale dei 400 m ostacoli e correndo come secondo frazionista nelle batterie della staffetta 4×400 metri.
Dopo la carriera sportiva diede sfogo alla sua altra grande passione: la moda. Nel 1960 gli abiti Missoni iniziano ad apparire sulle riviste più importante. Nel 1962 le sue creazioni vengono realizzate con l’innovativa macchina da cucito Rachel, nata per la lavorazione degli scialli,  che Ottavio, genialmente introduce nella la creazione di abiti. Le sue creazioni sono un mix di colore e di leggerezza. Questa innovazione decreta lo straordinario successo  commerciale del brand Missoni a livello nazionale e internazionale.


 
 
 
 
Ezio Loik

Ezio Loik, nato a Fiume il 26 settembre 1919, cominciò la carriera calcistica nella Fiumana, prima di raggiungere fama e successi con la casacca del Grande Torino dell’immediato dopoguerra. Inesauribile centrocampista di movimento col fiuto del gol, avrebbe anche disputato 9 partite con 4 realizzazioni in Nazionale, prima di condividere la tragica sorte dello squadrone granata nell’incidente aereo di Superga del 4 maggio 1949. 


 
 
 
[  Fabio Argentini - Angelo Montebelli  ]