ASI forma operatori di Kyusho jitsu

02 Nov 2015 | Comunicazione ASI
Sportiva

Il 24 e 25 ottobre scorso, si è svolto a Porto San Giorgio il I° Stage Nazionale ASI sul Kyusho jitsu, organizzato dal Settore nazionale ASI JuJitsu, e diretto dal Maestro Felice Matera, Responsabile Nazionale per il Kyusho Jitsu Settore ASI JuJitsu (C.N. VII° Dan Karate della WTKA Italia Karate)
I partecipanti sono stati istruiti su tecniche di base e avanzate del Kyusho, compreso l’approccio alle rianimazioni, baduan jin e accenni al kyusho benessere. Hanno partecipato all’evento scuole di JuJitsu provenienti da diverse regioni.
Il corso, oltre che un arricchimento per i tecnici e per le cinture nere, era anche parte integrante del percorso di formazione gia avviato per la preparazione agli esami di dan di JuJitsu ASI. Verrà poi organizzato un corso per la qualifica di allenatori di Kyusho jitsu della durata di un anno.

Ma cos’è il Kyusho jitsu?
Il nome significa "primo secondo", a significare che già nel giro di pochi secondi bisogna essere in grado di controllare l'aggressore tramite pressione o percussione su punti.
Colpire i punti vitali significa bloccare i flussi energetici interni interrompendo la loro funzione di trasporto di energia, per causarne il blocco.
E lo studio dei punti vulnerabili e vitali situati lungo i meridiani dell’agopuntura sul corpo umano, le rianimazioni e il kyusho benessere inserite serviranno per riequilibrare tutte le funzioni della persona colpita.
Originariamente  si parla dell’attribuzione a Zhang San Feng, un agopunturista del XIII secolo A.C.; si dice che durante la dinastia “SHONG” costui approfondì la sua ricerca sulle capacità avverse di questa scienza curativa, colpendo semplicemente alcuni punti  situati lungo i 14 meridiani dei canali energetici del corpo umano. In Giappone il Kyusho jitsu arrivò dalla Cina, nell'arcipelago delle isole  Ryū kyū, col nome di dim mak, cambiato poi in Kyusho Jitsu, il Chin-na in Tuite Jitsu.

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