​Il no alla ripresa degli sport da contatto è una decisione conservativa e insensata

25 Giu 2020 | Redazione web ASI
Istituzionale

La decisione del Comitato Tecnico-Scientifico della Protezione Civile di non riprendere l’attività per quanto attiene gli sport da contatto, Pugilato, Calcio, Arti Marziali, persino la Danza sportiva, è in controtendenza rispetto ai dati rassicuranti della curva epidemiologica, a quanto indicato dalle linee guida per le singole discipline che stabiliscono misure di sicurezza da attuare e alla ripresa complessiva delle attività nel Paese. 

"Il popolo degli sportivi, quanti giocano su un campo da calcetto o in una villa la domenica mattina, attendono il via libera per potersi lasciare alle spalle un periodo difficile. E questo attendono anche i tantissimi gestori di palestre e circoli sportivi la ripresa dei quali è lenta, fragile e piena di insidie. Decisioni quantomeno esagerate non aiutano la ripartenza", ha spiegato il nostro Presidente Claudio Barbaro. 

La politica ottusa del “no” a ogni costo, come sottolineato in un commento anche da Matteo Salvini, leader della Lega, non porta da nessuna parte.

Giusto ripartire con tutte attività sportive: prima lo si farà e meglio sarà per tutti. Per chi lo sport lo vive quotidianamente e per chi lo organizza e lo propone. Il dissenso nei confronto del Governo si sta manifestando anche in alcune Regioni, ad esempio il Veneto e la Puglia, che stanno riammettendo le attività da contatto.

"Quello che passa con il no del Cts è, nella percezione generale, un messaggio di diseguaglianza e diseducativo: una volta risolto il problema del Calcio di Serie A, tutto il resto sembra poter attendere…", conclude Barbaro.