​I Giochi Nazionali di Taekwon-do: a tu per tu con Fabio Caiazzo

24 Apr 2019 | Redazione web ASI
Sportiva | Taekwon-do


Sport e sociale... 206 giovani atleti provenienti da tutta Italia si sono dati battaglia all’interno del Palazzetto dello Sport di Fondi dove si è svolta la prima edizione dei Giochi Nazionali di Taekwon-do. “L’evento ha avuto come protagonisti bambini e adolescenti”, afferma il Master Fabio Caiazzo, pluridecorato atleta salito sul tetto del mondo del Taekwon-do in Malesia nel 1994 e ora dirigente del nostro ente.

In veste di organizzatore e testimonial dell’evento era presente Goffredo Francioni, campione del Mondo nel 2016 a Birmingham, in Inghilterra. Ad aprire l’evento è stata un’emozionante cerimonia tenuta dal Master Fabio Caiazzo che ha ringraziato coloro che hanno reso questo evento possibile: il comitato organizzativo, l’Amministrazione comunale di Fondi, la classe arbitrale e i Maestri giunti da tutta Italia.

Per la prima volta in ASI, in questa disciplina, atleti diversamente abili e normodotati si sono ritrovati sullo stesso tatami a combattere l’uno con l’altro.

Fabio, come nasce l’idea di un evento simile? “Abbiamo voluto rompere gli schemi e per la prima volta in assoluto nel Taekwon-do, i ragazzi con disabilità hanno potuto combattere insieme ai normodotati nella specialità delle forme, combattimenti virtuali che seguono schemi precisi, e nella specialità dei combattimenti, dove invece avviene lo scontro fisico tra due atleti. La manifestazione si è svolta in un clima di grande entusiasmo e ha riscosso notevole successo dal punto per i chiari risvolti sociali ed umani: siamo stati orgogliosi di aver mandato, per primi, questo importantissimo messaggio di inclusione a tutto il mondo dello sport portando in primo piano il tema della parità dei diritti. Al prossimo meeting programmatico di disciplina, previsto per il 29 maggio, proporremo sicuramente una replica di un evento così ben riuscito”.
 
Come nasce la tua passione per le arti marziali? “Da ragazzo non ero certo un tipo tranquillo – ride - avevo interessi che si discostavano molto dal mondo dello sport. Un amico, un giorno, mi disse che solo attraverso le arti marziali, più precisamente il Taekwon-do, disciplina di un rigido codice etico, avrei avuto modo di ritrovare la mia strada. Così cambiai il mio stile di vita, e questa fu per me una svolta, perché conobbi una realtà ricca di valori e sani principi”.
Ed è così che, con grande impegno, rigore e ore passate in palestra, Fabio diventa uno degli atleti di Taekwon-do più titolati: due medaglie d’oro ai Mondiali, un bronzo agli Europei e due secondi posti in ambito intercontinentale. Nonostante la sua carriera agonistica si sia ormai conclusa, è oggi molto attivo sul territorio nazionale, in particolare nella provincia di Latina. Ha, infatti dato vita ad un’importante scuola di Arti Marziali che accoglie, da ormai più di 30 anni, numerosissimi ragazzi.


Passiamo ora alla tua carriera “dietro la scrivania”… “La mia carriera dirigenziale la devo soprattutto al presidente Claudio Barbaro che ha creduto fin da subito nelle mie capacità. Partendo dal ruolo di fiduciario del territorio di Terracina sono diventato consigliere della provincia di Latina per poi diventare dirigente nazionale. Ad oggi gestisco l’Area Nazionale di sviluppo e ricerca con il supporto di Mario Ciampi, Responsabile dell’area extra sportiva di ASI: si tratta di un’area di servizio extra-sportiva che si concentra su tematiche culturali e sociali di cui sono particolarmente orgoglioso. Oltre a far parte della Giunta Esecutiva ricopro il ruolo di Responsabile Nazionale della disciplina del Taekwond-do. La mia passione per questo mondo è tale da rendermi disponibile a 360 gradi per l’ente”.
 
In che modo le arti marziali possono supportare la crescita dei giovani? “La scuola ha per me un’importanza fondamentale ed è ciò di cui vado più fiero perché ho provato sulla mia pelle quanto sia importante avere un appiglio, un riferimento, per trovare sé stessi. Il Taekwon-do è una disciplina in grado di trasmettere nei bambini valori profondi su cui fondare un domani la loro vita. Le arti marziali sono infatti patrimonio civico, insegnano umiltà, lealtà e rispetto: valori che nella società attuale è sempre più difficile riconoscere negli adolescenti. L’impegno e la perseveranza necessari in questo sport permettono ai ragazzi di crescere con sani principi, ed è per me motivo di orgoglio partecipare alla formazione degli uomini di domani”.

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